Dopo l’Austria, anche la Germania vieta il glifosato

Il governo tedesco ha deciso di bandire l'uso del controverso erbicida accusato di sviluppare il cancro

Dopo Vienna, anche Berlino vieta il glifosato

Il glifosato sarà vietato in Germania dalla fine del 2023. La decisione, adottata la scorsa settimana dal governo, fa parte di una "strategia di riduzione sistematica" del ministro dell'ambiente tedesco, Svenja Schulze. La Germania è dunque il secondo paese europeo a bandire l’erbicida. L’Austria ha infatti approvato a luglio un disegno di legge che vieta l’uso del diserbante.

Il glifosato, accusato di sviluppare il cancro, è prodotto dalla Monsanto (acquisita da Bayer nel 2018 per 54 mld di dollari) con il marchio Roundup. Da allora sono 18 mila le cause intentate negli Stati Uniti contro il colosso tedesco. Tuttavia, essendo scaduto il brevetto sul glifosato, è ora commercializzato a livello globale anche da altri gruppi industriali.

Le preoccupazioni sulla sicurezza del prodotto chimico sono salite nel 2015 quando un rapporto dell'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità ha concluso che probabilmente causa il tumore. Nell'ottobre 2017 il Parlamento europeo ha poi approvato una risoluzione non vincolante per vietare l'uso della sostanza chimica entro il 2022. Infine, il colpo di scena. Alcuni mesi dopo, la Commissione europea ha optato per l’estensione della licenza sul glifosato per altri cinque anni.

Fonte

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com