Navalny: Mosca accusa Berlino, che perde la pazienza

Servizi russi: “Navalny ha lasciato la clinica senza mostrare segni di avvelenamento. La Germania spieghi cosa è accaduto dopo”. Il ministro degli Esteri tedesco: “Abbiamo già inviato tutte le informazioni in nostro possesso all’Onu. Mosca può rivolgersi all’Organizzazione”. Sempre più incerto il futuro del megagasdotto Nord Stream 2

Navalny: Mosca accusa Berlino, che perde la pazienza

Alexei Navalny è tornato a rivolgersi ai suoi follower per la prima volta dopo l’avvelenamento del 20 agosto scorso e ha scelto Instagram per farlo. “Mi mancate - ha scritto pubblicando una sua foto sul letto d’ospedale di Berlino -. Non riesco ancora a fare quasi niente ma ieri sono riuscito a respirare da solo per tutto il giorno.”

Il fatto che le condizioni fisiche di Navalny sembra stiano lentamente migliorando alimenta ulteriormente lo scontro sull’asse Mosca-Berlino. Il direttore dei Servizi segreti esterni della Russia Serghei Naryshkin ha detto Mosca ha “molte domande” per la Germania dato che i medici dell’ospedale di Omsk hanno eseguito una serie di esami approfonditi e Navalny ha lasciato la clinica senza mostrare segni di avvelenamento.

E il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin ha descritto la vicenda come una “provocazione” messa in scena dagli Stati Uniti con l’obiettivo di imporre nuove sanzioni alla Russia.

La risposta del governo tedesco è stata glaciale. “Abbiamo già inviato tutte le informazioni in nostro possesso all’Onu. Mosca può rivolgersi all’Organizzazione”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco.

A incrinare ulteriormente i rapporti tra Germania e Russia c’è il sostegno economico e militare del Cremlino alla Bielorussia, che a propria volta rischia sanzioni da parte dell’Ue guidata nel semestre corrente proprio da Berlino.

A questo punto il futuro del gasdotto Nord stream 2 che dovrebbe collegare via mare direttamente la Russia alla Germania, una megaopera costata 9,5 mliardi di euro e già completata al 90%, appare sempre più incerto.

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