
A 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, l'ombra di Ground Zero continua a pesare sulla salute di migliaia di persone. Secondo i dati del World Trade Center Health Program, il programma federale statunitense che monitora e cura le conseguenze dell'esposizione, le certificazioni per patologie oncologiche sono passate da 3.204 nel 2015 a 57.044 nel 2026: un aumento del 1.680%.
Il dato va però letto correttamente: non equivale automaticamente a 57.044 persone affette da cancro. Il programma registra certificazioni di condizioni sanitarie e una stessa persona può riceverne più di una. La certificazione indica inoltre che la patologia soddisfa i criteri del programma per essere considerata correlata all'esposizione dell'11 settembre.
Per la prima volta i “survivors” superano i soccorritori
La novità più significativa riguarda le persone classificate come survivors: residenti, lavoratori e studenti presenti nell'area di New York colpita dagli attentati o nei mesi successivi.
Secondo i dati riportati dal New York Post, nel 2026 le certificazioni oncologiche dei survivors sono 28.913, contro 28.131 tra i responders, cioè vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori, volontari e lavoratori impegnati nelle operazioni di emergenza e bonifica.
È un cambiamento significativo rispetto agli anni immediatamente successivi agli attentati, quando il peso delle patologie era concentrato soprattutto tra coloro che avevano lavorato direttamente a Ground Zero.
Più di 10mila nuove certificazioni in un anno
Il fenomeno non appartiene soltanto al passato. Il più recente rapporto ufficiale del programma, aggiornato al 30 giugno 2026, registra 10.393 certificazioni oncologiche nei dodici mesi precedenti: 4.631 tra i responders e 5.762 tra i survivors.
Il World Trade Center Health Program segue oggi oltre 125.000 soccorritori e survivors colpiti dagli attentati di New York e dagli altri siti dell'11 settembre. Il programma è stato istituito nel 2010 e la sua autorizzazione è stata estesa fino al 2090.
L'esposizione alle sostanze tossiche
Il crollo delle Torri Gemelle e gli incendi sprigionati a Ground Zero produssero una gigantesca nube di polveri e sostanze chimiche. Nel corso degli anni numerose patologie sono state riconosciute dal programma come potenzialmente correlate all'esposizione.
Tra le forme tumorali coperte figurano, tra le altre, tumori del polmone, della tiroide, della pelle, del sistema urinario, della prostata, tumori ematologici e diverse forme di rare cancers.
Una generazione che invecchia
L'aumento delle diagnosi deve essere interpretato anche alla luce dell'età della popolazione coinvolta. Molti dei soccorritori e dei survivors oggi hanno tra i 50 e i 70 anni, una fascia nella quale il rischio oncologico tende naturalmente ad aumentare.
Ma l'invecchiamento non cancella il tema dell'esposizione: proprio per questo il programma continua a finanziare monitoraggio sanitario, cure e ricerca sulle conseguenze a lungo termine dell'11 settembre.
Venticinque anni dopo, Ground Zero non è ancora una storia del passato
Il 25° anniversario degli attentati riporta così al centro non soltanto la memoria delle 2.977 vittime del terrorismo dell'11 settembre 2001, ma anche quella di una popolazione che continua a convivere con le conseguenze sanitarie di quella giornata.
Una tragedia che, un quarto di secolo dopo, continua dunque a produrre una lunga e dolorosa eredità.










