
La Federal Reserve ha aumentato i Fed Funds di 25 punti base, portandoli al 3,75%-4%, con un voto unanime 12-0. È il primo rialzo dei tassi statunitensi in oltre tre anni.
INFLAZIONE ANCORA TROPPO ALTA
La scelta nasce soprattutto dalla persistenza dell'inflazione: ad agosto i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,4% su base annua, ben oltre l'obiettivo del 2% della Fed. Anche l'aumento dei prezzi dell'energia, legato alle tensioni con l'Iran, sta alimentando nuove pressioni inflazionistiche.
TRUMP VOLEVA L'OPPOSTO
La decisione apre un nuovo fronte tra la banca centrale e la Casa Bianca. Donald Trump continua a chiedere tassi molto più bassi, sostenendo che l'economia americana possa beneficiare di un costo del denaro inferiore.
La Casa Bianca ha definito la decisione della Fed “infelice”, mentre il presidente Kevin Warsh ha difeso l'indipendenza della banca centrale e la necessità di riportare l'inflazione verso il 2%.
UN ALTRO RIALZO NEL 2026?
Le nuove proiezioni della Fed indicano un tasso mediano del 4,1% a fine 2026, compatibile con almeno un altro aumento di 25 punti base.
Ancora più significativo il quadro sull'inflazione: secondo le proiezioni, il ritorno al 2% potrebbe avvenire soltanto nel 2029.
E I MERCATI?
Il rendimento del Treasury decennale è tornato sopra il 5%, ai massimi degli ultimi anni, mentre tassi più elevati significano credito più costoso per famiglie e imprese e condizioni finanziarie più restrittive anche sui mercati internazionali.
La sfida per la Fed è ora doppia: raffreddare l'inflazione senza compromettere la crescita, mantenendo al tempo stesso la propria indipendenza dalle pressioni politiche.


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