
Non mangia, dorme quasi tutto il giorno e continua a chiedere della mamma, dei compagni dell’asilo e del suo cappello azzurro con le orecchie da coniglio. È la condizione di Liam Conejo Ramos, il bambino di cinque anni fermato dagli agenti dell’ICE in Minnesota e trasferito con il padre in un centro di detenzione per migranti in Texas. Un caso che sta scuotendo l’opinione pubblica americana e internazionale.
L’incontro dei deputati democratici
Un gruppo di deputati democratici ha incontrato Liam e suo padre Adrián Conejo Arias per circa trenta minuti nel centro di detenzione di Dilley, chiedendone l’immediata liberazione. “È triste, depresso – ha raccontato Joaquin Castro, capo della delegazione –. Vuole sapere quando potrà rivedere i suoi amichetti e dove sono lo zaino e il berretto che gli sono stati tolti dagli agenti”.
La foto che ha fatto il giro del mondo
L’immagine di Liam, con indosso un cappellino azzurro e uno zainetto dell’Uomo Ragno, fermato all’uscita dell’asilo a Columbia Heights, ha fatto il giro del mondo nei giorni scorsi. Il bambino è stato prelevato insieme al padre durante un’operazione anti-migranti che ha sollevato durissime critiche.
“Usato come esca”
Secondo il reverendo Sergio Amezcua, che assiste la madre del bambino, un agente dell’ICE avrebbe accompagnato Liam alla porta di casa ordinandogli di bussare “per vedere se ci fosse qualcun altro dentro”, utilizzando di fatto un bambino di cinque anni come esca. Un’accusa respinta dal Dipartimento per la Sicurezza Interna.
La versione delle autorità federali
Il Dipartimento sostiene che il padre, cittadino ecuadoriano, sia entrato illegalmente negli Stati Uniti nel dicembre 2024, circostanza contestata dall’avvocato della famiglia, secondo cui la richiesta di asilo sarebbe stata presentata seguendo le linee guida governative. Le autorità negano di aver preso di mira il minore, affermando che sarebbe stato il padre a chiedere di tenere il figlio con sé.
Il blocco temporaneo della deportazione
Lunedì scorso un giudice federale ha disposto il blocco temporaneo della deportazione di Liam, mentre il caso prosegue in tribunale. Castro ha pubblicato una foto del bambino addormentato tra le braccia del padre, definendo la vicenda “emblematica di ciò che sta accadendo a molti altri minori”.
Numeri che allarmano
Secondo il Deportation Data Project, tra gennaio e ottobre 2025 l’ICE ha trasferito almeno 3.800 minori in centri di detenzione per famiglie migranti. Oltre 2.600 bambini sono stati fermati all’interno del Paese, segnando un cambio di rotta rispetto al passato, quando i minori venivano trattenuti quasi esclusivamente alla frontiera. La legge del 1997 prevede un limite massimo di 20 giorni di detenzione per i minori, ma nel secondo mandato di Donald Trump molti bambini hanno trascorso mesi in queste strutture.
Lo scontro politico
Sul caso è intervenuto anche lo “zar dei confini” Tom Homan, minacciando una riduzione degli agenti federali in Minnesota se lo Stato dovesse continuare a collaborare con le autorità locali a favore dei migranti. Una presa di posizione che riaccende lo scontro tra Casa Bianca e Stati guidati dai democratici.










