La Fed lascia i tassi fermi al 3,50%-3,75% (con una decisione quasi unanime)

Inflazione sotto controllo, ma crescita e credibilità dell’istituzione restano sotto osservazione mentre Powell è nel mirino per i lavori alla sede della Federal Reserve

La Fed lascia i tassi al 3,50%-3,75% (con una decisione quasi unanime)

La Federal Reserve mantiene i tassi di interesse nel range 3,50%-3,75%, in linea con le previsioni degli analisti.
Il Federal Open Market Committee (Fomc) ha votato la decisione con 10 voti favorevoli e 2 contrari, segnalando un consenso ampio ma non totale sulla linea della prudenza.

Dopo tre tagli, pausa strategica

La scelta arriva dopo tre riduzioni consecutive del costo del denaro, attuate per sostenere l’economia statunitense in una fase di rallentamento della crescita e di progressivo rientro delle pressioni inflazionistiche. La Fed sceglie ora una pausa tecnica, per valutare l’impatto cumulato delle mosse precedenti su consumi, occupazione e credito.

Inflazione in calo, ma l’economia resta sotto osservazione

Secondo la banca centrale, l’inflazione continua a muoversi verso l’obiettivo di medio termine, ma permangono rischi legati alla domanda interna, al mercato del lavoro e alle tensioni geopolitiche globali. Il messaggio è chiaro: nessuna fretta di tornare a tagliare, ma nemmeno un cambio di rotta restrittivo.

Powell sotto indagine: il caso che imbarazza la Fed

A complicare il quadro c’è l’indagine in corso sul presidente Jerome Powell, relativa ai costi e alle modalità dei lavori di ristrutturazione della storica sede della Federal Reserve a Washington. Un dossier politicamente sensibile, che alimenta il dibattito sull’indipendenza e la trasparenza dell’istituzione monetaria più potente del mondo.

Mercati in attesa del prossimo segnale

Gli investitori guardano ora alle proiezioni macroeconomiche e alle prossime dichiarazioni della Fed per capire se il 2026 sarà l’anno di nuovi tagli o di una fase prolungata di tassi stabili. Molto dipenderà dall’evoluzione dell’inflazione core, dai dati sull’occupazione e dal contesto politico, sempre più incerto in vista delle prossime scadenze elettorali negli Stati Uniti.

La linea della Fed: prudenza e flessibilità

Il messaggio finale resta improntato alla cautela: la Fed ribadisce un approccio “data dependent”, pronta ad agire solo se i numeri lo giustificheranno. In un contesto globale fragile, la parola d’ordine resta una: prudenza.

Fonte
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