Popolare di Bari: Bankitalia la commissaria ma il governo non vara il decreto per salvarla

Il governo si riunisce d’urgenza ma senza gli esponenti di Italia Viva che poco prima della riunione si chiamano fuori: “Rottura nel metodo e nel merito”. Rinviata l’adozione di un decreto

Popolare di Bari: Bankitalia la commissaria ma il governo è fermo

Accelerazione nella crisi della Banca popolare di Bari e conseguente caos nella maggioranza, prima e dopo un consiglio dei ministri convocato d’emergenza per discutere di un decreto per salvare la banca, mettendo sul piatto una cifra pari a circa 1 mld di euro. Durante il CdM che si è tenuto nella serata di sabato (13 dic) non è stato approvato alcun decreto”.

La maggioranza però trema. A un certo punto circola anche la voce che i renziani sarebbero pronto ad aprire una crisi, ipotesi poi smentita. Tutto è cambiato in poche ore, dopo che nel primo pomeriggio di sabato il premier Conte da Bruxelles aveva rassicurato tutti dicendo “il salvataggio non serve”. 

Poco prima Bankitalia aveva convocato il cda e deciso di commissariare l’istituto di credito pugliese, nominando Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza.

Ma l’accelerazione porta anche una crisi nel governo, con Italia Viva che si chiama fuori e parla di “rottura nel merito e nel metodo”. Dichiara Luigi Marattin, vicepresidente deputati di Iv: “La convocazione improvvisa di un Consiglio dei ministri sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito”.

“Stupisce che chi per anni ci ha attaccato demagogicamente su provvedimenti finalizzati a sostenere i risparmiatori – continua Marattin - si renda oggi responsabile di un’operazione incredibile, finalizzata più a salvaguardare le responsabilità di chi doveva gestire e/o vigilare e non l’ha fatto”.

Fonte

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com