Intesa Sanpaolo rilancia: 50 mld agli azionisti entro il 2029

Utili record, payout al 95% e crescita senza risiko: la banca di Messina punta su tecnologia, wealth management ed Europa.

Intesa Sanpaolo rilancia: 50 mld agli azionisti entro il 2029

Intesa Sanpaolo alza l’asticella con il nuovo piano d’impresa 2026-2029, confermando una strategia improntata a redditività elevata, disciplina sui costi e forte remunerazione degli azionisti. Il gruppo guidato da Carlo Messina prevede oltre 11,5 miliardi di utile netto nel 2029, in crescita rispetto ai 9,3 miliardi del 2025, e una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2029.

Payout al 95%: Intesa tra le banche più generose d’Europa

Il piano prevede un payout ratio del 95% per ciascun anno dal 2026 al 2029, con una combinazione di 75% dividendi cash e 20% buyback. Ulteriori distribuzioni straordinarie saranno valutate di anno in anno a partire dal 2027, in funzione della solidità patrimoniale e del contesto macroeconomico. Con questi numeri, Intesa si colloca stabilmente tra le banche europee più generose verso i soci.

I conti 2025 battono le stime

Il 2025 si è chiuso con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024 e sopra le attese del mercato. Nel solo quarto trimestre, il risultato netto ha raggiunto 1,7 miliardi, contro 1,5 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente, inaugurando con forza la stagione delle trimestrali bancarie.

Dividendi e buyback: cosa incasseranno i soci

A valere sui risultati 2025, il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea: 6,5 miliardi di euro di dividendi complessivi (3,2 miliardi già pagati come acconto a novembre 2025 e 3,3 miliardi di saldo previsto a maggio 2026); un buyback da 2,3 miliardi, autorizzato dalla BCE, che partirà a luglio 2026 dopo il via libera degli azionisti.

Messina: “Niente risiko, cresciamo con le nostre forze”

L’amministratore delegato Carlo Messina ha ribadito la scelta di restare fuori dal risiko bancario: “Meglio investire nella nostra tecnologia e nei nostri prodotti che pagare premi ai rivali”. La crescita futura sarà organica, con un focus sull’espansione internazionale del wealth management, facendo leva sugli investimenti già realizzati in digitale, reti e competenze.

La spinta europea: nasce isywealth Europe

Tra i pilastri del piano c’è il lancio di isywealth Europe, una piattaforma integrata di gestione patrimoniale nei principali Paesi europei in cui il gruppo è presente, a partire da Spagna, Germania e Francia.Il progetto prevede circa 200 milioni di investimenti iniziali, senza ricavi nel breve periodo, ma con un forte potenziale nel medio-lungo termine. Il piano, sottolinea Messina, è “conservativo” e con rischio di esecuzione vicino allo zero.

Ricavi più stabili: commissioni al centro

La crescita dei ricavi sarà trainata soprattutto dalle commissioni, grazie a forti sinergie tra le divisioni e al rafforzamento della consulenza. Intesa prevede 3.700 consulenti in più entro il 2029 e una crescita di: 101 miliardi di euro nel risparmio gestito (da 562 a 663 miliardi); circa 200 miliardi nelle attività finanziarie della clientela (fino a 1.651 miliardi).

Costi sotto controllo e redditività ai vertici

I costi operativi restano sotto controllo: nel 2025 sono scesi dello 0,6% a 11,5 miliardi, mentre nel piano 2026-2029 gli investimenti tecnologici già effettuati consentiranno risparmi cumulati per circa 1,6 miliardi. Il cost/income ratio migliora al 42,2%, con un ROE atteso al 22% e un ROTE al 27%, tra i più alti del settore bancario europeo.

500 miliardi di valore per gli stakeholder

Il piano non guarda solo agli azionisti. Intesa stima la creazione di circa 500 miliardi di euro di valore complessivo per tutti gli stakeholder: 374 miliardi di nuovo credito a famiglie e imprese (260 miliardi in Italia); 26 miliardi di imposte versate; 28 miliardi di spese per il personale; 17 miliardi per fornitori e investimenti; un miliardo per iniziative sociali; credito sostenibile pari al 30% del nuovo credito erogato.

Il messaggio al mercato

In un contesto di tassi in graduale normalizzazione e di forte competizione tra banche europee, Intesa Sanpaolo si presenta come un modello di stabilità, redditività e visione di lungo periodo. Meno fusioni, più esecuzione. Meno promesse, più cassa. E una strategia che punta a fare dell’energia finanziaria del gruppo un vantaggio competitivo strutturale.

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