Credit Suisse, arrestati tre ex dirigenti per lo scandalo in Mozambico

L'accusa riguarda un giro di tangenti, in cui è coinvolta anche una banca russa, per far ottenere al Paese africano un finanziamento da 2 mld per la pesca del tonno

Credit Suisse, arrestati 3 ex alti dirigenti per lo scandalo in Mozambico

Dopo lo scandalo che ha travolto Goldman Sachs in Malesia, un'altra importante banca finisce nel mirino. Tre ex dirigenti del Credit Suisse sono finiti in carcere, giovedì 3 gennaio a Londra, per uno scandalo che ha coinvolto alcune imprese pubbliche in Mozambico. Il trio è stato poi rilasciato su cauzione, ma gli Usa stanno cercando di estradarli. Agli arresti anche un uomo d'affari libanese, fermato a New York, e l'ex-ministro delle Finanze mozambicano, Manuel Chang.

Il quintetto tra il 2011 e il 2013 era riuscito a far erogare un credito di 2 miliardi di dollari al Mozambico, per la realizzazione di alcune infrastrutture marittime, in particolare per la pesca al tonno: ma già da tempo un’inchiesta di “Le Monde” aveva svelato che il tonno era una copertura per nascondere l'acquisto di navi militari.

Dai 2 miliardi erano stati trattenuti 200 milioni in tangenti, finiti nelle tasche dei 5 arrestati. Credit Suisse e il gruppo bancario russo, VTB, sono stati i due istituti erogatori del credito.

La Banca svizzera si dichiara estranea ai fatti e sottolinea in una nota di “non essere oggetto di alcuna azione giudiziaria. I tre hanno aggirato i controlli interni dell’istituto di credito per nascondere la frode".

Fatto sta che non appena lo scandalo è saltato fuori, tre società statali mozambicane, create ad hoc per portare a termine l’illecito finanziario, sono fallite aggravando la crisi economica del Mozambico, la più grave dall'indipendenza (1975). Tra i vari indicatori, quello relativo al rapporto debito/Pil è pari al 113%, il più alto tra i paesi africani.

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