Stablecoin, l’arma di Trump per difendere il dollaro. Cosa c’è di “geniale” nel Genius Act? 

Gli Stati Uniti puntano a consolidare la supremazia del dollaro nell’era digitale. La mossa di Trump che riaccende la possibilità di una nuova egemonia monetaria globale da parte degli Usa. L’Europa risponde con l’euro digitale, ma sarà davvero sufficiente?

Stablecoin, l’arma di Trump per difendere il dollaro (e sfidare l’Europa)

Il 18 luglio 2025, Donald Trump ha firmato il Genius Act, una legge che mira a trasformare gli Stati Uniti nella capitale mondiale delle stablecoin – le criptovalute ancorate al valore di una moneta reale, in questo caso il dollaro. Dietro la sigla, che suona come “geniale”, si nasconde una strategia precisa: rafforzare la supremazia del dollaro e creare una nuova domanda globale di titoli del Tesoro americano.

Stablecoin, la nuova frontiera dei pagamenti digitali

A differenza del Bitcoin, le stablecoin non oscillano di valore: ogni unità è garantita da riserve reali come depositi o titoli pubblici USA. Consentono pagamenti istantanei, transfrontalieri e programmabili, riducendo costi e tempi di transazione. Oggi circolano oltre 260 miliardi di dollari in stablecoin, e il mercato potrebbe superare i 2.000 miliardi entro tre anni — quasi quanto il PIL italiano.

I rischi nascosti del “dollaro digitale privato”

Il Genius Act non prevede una moneta digitale della banca centrale: al contrario, vieta alla Federal Reserve di emetterne una. In questo modo, Trump punta su monete private invece che su un sistema garantito dallo Stato. Ma se il valore dei titoli a garanzia delle stablecoin crollasse, gli emittenti rischierebbero il fallimento — con conseguenze simili a una crisi bancaria senza banca centrale a fare da scudo.

Big Tech e la nuova egemonia finanziaria

Gli Stati Uniti sfruttano la forza del proprio ecosistema fintech e delle Big Tech per diffondere le stablecoin. Dai pagamenti ai dati, la partita si gioca anche sul controllo delle informazioni economiche globali. Non sorprende quindi l’irritazione di Washington verso il Digital Services Act europeo, che limita la raccolta dati da parte delle piattaforme americane.

L’Europa corre ai ripari con l’euro digitale

La Banca centrale europea sta accelerando sul progetto di euro digitale, con l’obiettivo di preservare la sovranità monetaria e ridurre la dipendenza dai sistemi di pagamento esteri. Tuttavia, l’euro digitale sarà inizialmente limitato a transazioni fino a 3.000 euro, quindi utile solo al dettaglio. Senza un vero mercato di eurobond a sostegno, l’Europa rischia di rimanere indietro in questa corsa tecnologica e geopolitica.

Il futuro dei pagamenti globali si decide ora

Le stablecoin rappresentano la nuova arma geopolitica nella sfida tra Stati Uniti, Europa e Cina. L’Unione europea ha già approvato il regolamento MiCA, che consente di emettere stablecoin in euro, ma la vera partita sarà politica e industriale. Come scrivono su ‘Sbilanciamoci’ le economiste Annalisa Rosselli e Annamaria Simonazzi: “L’Europa non può continuare a dormire.”

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