
Il Regno Unito prepara una mossa strategica nel settore dei pagamenti digitali. I principali colossi bancari britannici – Barclays, NatWest, Lloyds, Santander e Nationwide – si riuniscono questa settimana in un forum tecnico per accelerare il lancio di un nuovo sistema di pagamento nazionale, alternativo ai circuiti statunitensi Visa e Mastercard.
L’obiettivo è ambizioso: creare un’infrastruttura in grado di gestire decine di miliardi di transazioni ogni anno e ridurre la dipendenza da piattaforme con base negli Stati Uniti.
Timori geopolitici e sovranità finanziaria
Alla base dell’iniziativa ci sono crescenti preoccupazioni geopolitiche. Secondo quanto riportato dal Guardian, Londra teme uno scenario estremo in cui tensioni politiche con Washington possano tradursi in restrizioni sui circuiti globali di pagamento.
Il progetto nasce anche in risposta al crescente dibattito globale sulla sovranità finanziaria, tema già centrale nell’Unione Europea con lo sviluppo dell’euro digitale e in Cina con il yuan digitale.
Un sistema “anti-shock” per l’economia britannica
Il forum tecnico, presieduto dal CEO di Barclays UK Vim Maru, punta a garantire la continuità operativa dei pagamenti anche in caso di interferenze esterne. Un top manager del settore ha avvertito che, senza Visa e Mastercard, il Regno Unito rischierebbe di tornare a un’economia basata sul contante, come negli anni ’50.
L’iniziativa riflette una tendenza globale: governi e banche centrali stanno valutando infrastrutture alternative per ridurre la vulnerabilità delle catene di pagamento globali, oggi fortemente concentrate negli Stati Uniti.
Pagamenti digitali: una nuova frontiera della competizione geopolitica
Il progetto britannico si inserisce in una competizione più ampia che riguarda il controllo delle infrastrutture finanziarie globali, considerate sempre più asset strategici al pari di energia e difesa. Visa e Mastercard dominano oggi gran parte dei pagamenti internazionali, mentre Big Tech e stablecoin stanno erodendo quote di mercato.
Per Londra, la creazione di un circuito nazionale potrebbe rappresentare un passo verso una indipendenza finanziaria post-Brexit, rafforzando la resilienza del sistema economico e la capacità di risposta a shock geopolitici.








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