
Il governo di Keir Starmer è entrato nella fase più delicata dalla vittoria elettorale. Tra scandali, divisioni interne al Partito Laburista e consensi in calo, a Westminster cresce il rumore di una possibile successione. E a farsi largo è Angela Rayner, vicepremier e simbolo dell’ala operaista del Labour, già soprannominata dai media britannici “la regina rossa”.
Il caso Mandelson e i file Epstein: un terremoto politico
A innescare la crisi è stato il cosiddetto caso Mandelson, riesploso dopo la pubblicazione di nuovi documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense collegati a Jeffrey Epstein. Le carte suggeriscono che Epstein avrebbe avuto accesso a informazioni sensibili su processi decisionali e privatizzazioni nel Regno Unito, sollevando interrogativi sulla sicurezza istituzionale.
La nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington – fortemente sostenuta dal capo di gabinetto Morgan McSweeney, poi dimessosi – ha esposto Starmer a critiche feroci. Mandelson ha negato illeciti e si è scusato per le sue frequentazioni con Epstein, ma il danno politico è ormai fatto.
Crescente malcontento nel Labour
All’interno del Labour, diversi parlamentari hanno espresso irritazione per la gestione della crisi e per le scelte di politica estera ed economica del governo. I sondaggi registrano un calo di fiducia nella leadership, mentre la base progressista critica il premier per posizioni considerate troppo centriste su welfare, lavoro e immigrazione.
Angela Rayner, la sfida della base operaia
In questo scenario, Angela Rayner emerge come figura alternativa credibile. Ex sindacalista, forte sostegno nelle aree industriali del Nord e nelle union, Rayner rappresenta l’anima più sociale e redistributiva del Labour. Secondo fonti interne al partito, diversi deputati vedrebbero in lei una leader capace di ricucire il rapporto con l’elettorato tradizionale, sempre più attratto da populismi e astensionismo.
Rischio leadership challenge e partita geopolitica
La crisi arriva in un momento geopolitico complesso: il Regno Unito è chiamato a ridefinire il proprio ruolo tra Stati Uniti, Europa e Indo-Pacifico, mentre le tensioni globali aumentano. Un eventuale cambio di leadership avrebbe ripercussioni sulla politica estera, sulle relazioni transatlantiche e sull’agenda economica britannica.
Starmer al bivio
Per Keir Starmer la posta in gioco è altissima: o riuscirà a riconquistare la fiducia del partito e dell’opinione pubblica, oppure il Labour potrebbe imboccare una nuova stagione politica sotto una leadership più radicale e identitaria. La corsa per Downing Street, insomma, potrebbe non essere ancora finita.









