
Il mercato obbligazionario statunitense torna sotto pressione. Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito fino al 5,36%, il livello più alto dal 2002, mentre il 30 anni ha raggiunto il 5,72%, anch’esso ai massimi da 24 anni.
Il movimento riflette soprattutto la crescente richiesta di rendimento da parte degli investitori per detenere debito pubblico Usa a lunga scadenza.
Il petrolio riaccende l’inflazione
A pesare è soprattutto l'impennata del greggio. Il Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre le tensioni legate alla guerra con l'Iran continuano a minacciare le forniture energetiche.
Petrolio più caro significa maggiore pressione sull'inflazione e, di conseguenza, meno spazio per un rapido allentamento della politica monetaria della Federal Reserve.
Il problema del debito Usa
Sul mercato pesa anche l'enorme fabbisogno di finanziamento del governo americano. Il debito federale statunitense ha ormai superato i 40.000 miliardi di dollari, mentre l'aumento dell'offerta di Treasury rende necessario offrire rendimenti più elevati per attirare gli investitori.
A questo si aggiunge la crescente domanda di finanziamento da parte delle grandi aziende tecnologiche per sostenere gli investimenti nell'intelligenza artificiale, che può aumentare la concorrenza per il capitale disponibile.
Pressione anche sulla Fed
Il mercato sta quindi rivedendo le aspettative sui tassi statunitensi. I futures stanno incorporando la possibilità di ulteriori rialzi della Fed, mentre l'inflazione alimentata dall'energia potrebbe rendere più difficile un ritorno a tassi più bassi.
Secondo un recente sondaggio Reuters tra gli strategist obbligazionari, il rendimento decennale è previsto in calo verso il 5% entro fine 2026, ma quasi tutti gli esperti interpellati ritengono che nel breve periodo i rischi siano ancora orientati verso rendimenti superiori alle loro precedenti previsioni.
Perché il movimento conta
Rendimenti Treasury più elevati significano costi di finanziamento maggiori per il governo Usa e condizioni finanziarie più restrittive per famiglie e imprese. Inoltre, quando i Treasury offrono rendimenti più elevati, diventano relativamente più attraenti rispetto alle azioni, aumentando la pressione sui mercati azionari.
Non a caso, il 7 ottobre Wall Street ha registrato una frenata dopo i recenti record: S&P 500, Nasdaq e Dow Jones sono scesi, mentre petrolio e rendimenti obbligazionari risalivano.
Il segnale più importante arriva quindi dal mercato del debito: il costo del denaro a lungo termine negli Stati Uniti sta tornando su livelli che non si vedevano da oltre due decenni.



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