Fed, tassi di interesse invariati fra il 2,25% e il 2,50%

Fed, tassi di interesse invariati fra il 2,25% e il 2,50%
Jerome Powell, governatore della Fed

Sebbene in aprile la crescita dei nuovi posti di lavoro nel settore privato sia andata oltre le attese, l’inflazione statunitense continua ad attestarsi al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dal mandato della Federal reserve. “Pensiamo che l’orientamento della politica sia appropriato”, ha ribadito più volte in conferenza stampa il governatore Jerome Powell.

Come da attese, i tassi d’interesse sono stati quindi confermati nell’intervallo tra il 2,25% e il 2,50%. E in questa forchetta  dovrebbero rimanere fino alla fine dell’anno secondo la maggior parte dei membri della Fed.

Una prospettiva che sembra però non piacere a Donald Trump, che ha espresso ieri via Twitter la sua idea. «Abbiamo il potenziale per salire come un razzo se facessimo un qualche abbassamento dei tassi, tipo di un punto, e un po’ di quantitative easing», è il ragionamento postato dal presidente degli Stati Uniti. 

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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