La peggior seduta dal 1987: il ‘giovedì nero’ di Wall Street

Nel giorno in cui il Vecchio continente vede svanire 825 miliardi di capitalizzazione (68 solo Piazza Affari) Wall Street segna un nuovo record negativo che durava da 33 anni

La peggior seduta dal 1987: il ‘giovedì nero’ di Wall Street

Nel giorno in cui, giovedì 12 marzo, l’indice StoxxEurope 600 ha visto andare in fumo 825 miliardi di capitalizzazione e Piazza Affari perde quasi il 17%, seguita da Parigi (-12,28%), Francoforte (-12,21%) e Londra (-9,81%), anche Wall Street mette a segno un record negativo.

Eppure la Banca centrale statunitense, che già ha tagliato i tassi nelle scorse settimane, ha annunciato nuovi interventi. Ma la notizia sulle mosse della Fed ha risollevato solo in parte il Dow Jones, che dopo una iniziale risalita termina con un tracollo del 10%.

Si tratta della peggior seduta dal lunedì nero del 1987 e del maggior calo di sempre in termini di punti assoluti: oltre 2.300 persi. Il Nasdaq cede il 9,43% e lo S&P500 il 9,5%.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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