Fed: “I tassi di interesse bassi non possono spingere da soli l’economia”

La Banca centrale statunitense: “I tassi resteranno fermi ai livelli attuali (tra 0 e 0,25%) fino a quando non si avrà fiducia che l’economia avrà superato il coronavirus. Per anni ho predicato la necessità di mettere il debito su una traiettoria sostenibile. Questo non è il momento di preoccuparsi per il debito pubblico”

Fed: “Bassi tassi di interesse non possono spingere da soli l’economia”
Jerome Powell

La Fed lascia i tassi di interesse invariati in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25% fino a quando la Fed non avrà fiducia che l’economia avrà superato il coronavirus. 

Secondo il governatore della Banca centrale Usa Jerome Powell, le misure messe in campo per contenere il coronavirus hanno fermato gli Stati Uniti con “severi effetti sull’economia. Inoltre il prossimo dato sul mercato del lavoro dovrebbe mostrare un tasso di disoccupazione a doppia cifra rispetto ai minimi degli ultimi 50 anni registrati nei mesi più recenti. E nel secondo trimestre la riduzione dell’attività economica dovrebbe essere a una velocità senza precedenti.”

La Fed continuerà ad agire in modo “forte e "aggressivo, ma i tassi bassi da soli non possono spingere l’economia - ha sottolinmeato Powell -. La politica monetaria può essere solo parte della risposta all’emergenza, molto è nelle mani della politica di bilancio.”Fino ad ora, il Congresso ha già approvato misure per oltre 3.000 miliardi di dollari.

E conclude: “Per anni ho predicato la necessità di mettere il debito su una traiettoria sostenibile. Questo non è il momento di preoccuparsi per il debito pubblico.”

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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