Olimpiadi, il rinvio costa caro al pil del Giappone

Dopo lo spostamento al 2021, la scelta più difficile dello sport in tempo di pace, Tokyo rischia di pagare un conto da 6 miliardi

Olimpiadi, il rinvio costa caro al pil del Giappone

La fiamma resta accesa perché adesso le Olimpiadi hanno deciso di prendersi del tempo. Ora che i Giochi hanno congelato i miliardi e deciso di rispettare il ritmo immobile del mondo, li si può allora attendere per un anno. È stata la scelta più difficile che lo sport abbia preso in tempo di pace. Ma non c’erano le condizioni per andare avanti.

Ad annunciare la resa è stato l’uomo che ha legato i Giochi a Tokyo: Shinzo Abe, il premier giapponese che ha tentato in tutti i modi di evitare questa sospensione. Il suo Paese resta ora incastrato tra spese abnormi e un riassetto futuro da definire.

Tokyo calcola perdite tra i 4, 5 miliardi e i 6 per le mancate Olimpiadi, ne ha spesi ufficialmente 12 per metterle in piedi la prima volta e in realtà oltre i 30 se si includono anche le infrastrutture. Prima o poi arriveranno anche gli incassi e i ritorni, ma al momento sono investimenti a vuoto.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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