Curdi, Erdogan vuole la “sostituzione etnica”. E islamizzare la Turchia

Curdi, Erdogan vuole la “sostituzione etnica”

Il presidente turco appare un leader all’ultima spiaggia. Quella che lui vuole far passare per una dimostrazione di forza, sta invece mettendo in luce tutta la sua debolezza attuale. Il vecchio leader Erdogan già da qualche anno ha capito che il vento per lui stava cambiando. È da allora che il suo potere ha cominciato a sgretolarsi. Deve aver così pensato di giocarsi l’ultima carta: islamizzare la Turchia, abbandonando definitivamente ogni ipotesi di ingresso nell’Ue.

E, dopo il fallito colpo di stato, ha modificato la Costituzione, accentrato i poteri su di se e nominato membri della sua famiglia al governo. Poi un altro, ennesimo, giro di vite sui media. Fino a raggiungere un record: la Turchia è il paese al mondo con il maggior numero di giornalisti incarcerati.

Un mix che ha inevitabilmente portato un paese da 80 milioni di abitanti verso una profonda crisi economica, oltreché sociale e politica. Eppure la Turchia potrebbe giocare un ruolo chiave nello scacchiere globale.

Invece per Erdogan è probabilmente arrivato il sapore dell’ultima spiaggia: terminare il processo di islamizzazione eliminando i curdi. Quello che sta infatti facendo il presidente turco è una vera e propria “sostituzione etnica”. Il che significa spingere centinaia di migliaia di profughi verso l’Europa o verso l’inferno.

Erdogan sembra ormai entrato in una spirale alla quale ha deciso di legare per sempre il suo destino a quello del suo paese. Persino l’amico Vladimir Putin gli ha chiesto di fermarsi. Intanto gli Stati Uniti hanno definitivamente abbandonato l’area. Eppure entrambi, Turchia e Stati Uniti, sono alleati Nato. E sull’embargo di armi da parte dell’Ue Ankara risponde: “Non ci fermiamo lo stesso”.

E per i curdi cala la notte.

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com