Le pubblicazioni (scientifiche?) dei negazionisti climatici

La storia dell’articolo scritto da quattro scienziati italiani negazionisti climatici: prima pubblicato dall rivista The European Physical Journal Plus, poi ritrattato

Le pubblicazioni (scientifiche?) dei negazionisti climatici

Si rimprovera spesso ai “negazionisti climatici”, cioè coloro che sostengono i cambiamenti climatici non siano in atto e/o non siano causati dall’uomo, di non confrontarsi con la letteratura scientifica del campo della climatologia. Un’eccezione è costituita da un articolo pubblicato dalla rivista The European Physical Journal Plus (EPJp) del gruppo Springer-Nature; si tratta di un prodotto editoriale specializzato in climatologia ed ha in genere un impatto piuttosto scarso nel panorama scientifico internazionale.

A settembre del 2021 EPJp riceve un articolo di climatologia scritto da quattro scienziati italiani che non fanno ricerca nel campo del cambiamento climatico: un fisico nucleare, un docente a contratto in scienze agrarie, un fisico dell’atmosfera ultra-pensionato, Franco Prodi noto per le sue posizioni di “negazionista climatico”, ed un altro fisico nucleare, Renato Angelo Ricci, novantaseienne ed ex presidente della Società Italiana di Fisica. Il gruppo sostiene che, “sulla base dei dati osservativi, la crisi climatica che, secondo molte fonti, stiamo vivendo oggi non è ancora evidente”. Una conclusione opposta a quella a cui sono giunti più del 95 per cento dei climatologi attivi nel mondo.

L’articolo è rimasto nell’oscurità fino a quando è stato ripreso su Sky News Australia in due video che sono stati visualizzati più di 500.000 volte su YouTube. Fatto che ha indotto vari ricercatori nel settore della climatologia a scrutinare l’articolo, reo (secondo loro) di aver travisato alcuni studi scientifici, di essere “selettivo e di parte”, e di aver “selezionato” opportunamente le informazioni considerate.

In seguito a queste critiche, Springer-Nature ha avviato un’indagine sull’articolo chiedendo una revisione successiva alla pubblicazione da parte di esperti in materia. In seguito a questo approfondimento l’articolo è stato ritrattato. Si tratta di un meccanismo con cui un articolo pubblicato in una rivista accademica viene segnalato come gravemente inesatto, al punto che i suoi risultati e le sue conclusioni non sono più considerate corrette.

Morale della favola: non tutta la scienza è scientifica, e se le discussioni sugli articoli scientifici fossero trasparenti e tracciabili si capirebbero con più facilità gli errori e si potrebbe fare pulizia di tutte le fantasie “complottiste”.

Fonte
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