
La crisi energetica legata alle tensioni in Medio Oriente e ai problemi nello Stretto di Hormuz sta colpendo anche il settore dell’aviazione. Per evitare una possibile carenza di cherosene in Europa, la Commissione europea ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del carburante americano “Jet A”, già diffuso negli Stati Uniti e in Canada.
Una decisione strategica che punta a garantire continuità operativa alle compagnie aeree europee in vista dell’estate, stagione cruciale per il traffico internazionale.
Il nodo sicurezza: il Jet A non è identico al carburante europeo
Il problema è tecnico ma potenzialmente molto serio. In Europa gli aerei utilizzano normalmente il “Jet A-1”, un carburante progettato per resistere fino a temperature di -47°C. Il Jet A americano, invece, congela già a -40°C.
Una differenza apparentemente minima ma decisiva durante i voli a lungo raggio e ad alta quota, dove le temperature esterne possono scendere ben oltre quella soglia.
Secondo l’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, un utilizzo non gestito correttamente potrebbe provocare rischi operativi e problemi ai motori, fino a compromettere le condizioni di sicurezza del volo.
Il rischio: carburante che cristallizza in quota
Gli esperti spiegano che, nei casi peggiori, il carburante potrebbe cristallizzare alle basse temperature, ostruendo filtri e condotti del sistema di alimentazione.
Non solo: eventuali errori nella gestione della densità del carburante o nella pianificazione del volo potrebbero alterare i calcoli su autonomia, peso e consumi dell’aereo.
Per questo l’Easa ha chiesto alle compagnie massima attenzione nella comunicazione tra aeroporti, fornitori di carburante, tecnici e piloti.
Europa sempre più vulnerabile alle crisi geopolitiche
La vicenda conferma quanto il trasporto aereo globale sia esposto alle tensioni internazionali e alle catene energetiche. Dopo il boom dei prezzi del petrolio e i problemi logistici nel Golfo Persico, anche il carburante per aerei entra tra gli asset strategici più sensibili.
Secondo analisti del settore, se la crisi in Medio Oriente dovesse prolungarsi, potrebbero aumentare i costi dei voli, le difficoltà operative e la pressione sulle compagnie europee già alle prese con inflazione e rallentamento economico.
L’Easa ha precisato che l’autorizzazione al Jet A resta temporanea e sarà rivalutata prima della stagione invernale 2026.



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