Shock energetico in Europa: Bruxelles taglia la crescita, Italia ultima nel 2027

La guerra in Medio Oriente riaccende la crisi energetica e manda in frenata l’economia europea. L’Italia vede quasi dimezzarsi le stime sul Pil, mentre inflazione e debito tornano a preoccupare Bruxelles

Shock energetico in Europa: Bruxelles taglia la crescita, Italia ultima

La Commissione europea lancia un nuovo allarme sull’economia dell’Unione. Le previsioni di primavera 2026 descrivono uno scenario molto più debole rispetto a pochi mesi fa, con il Pil europeo atteso all’1,1%, penalizzato dall’impennata dei prezzi energetici causata dalle tensioni nel Golfo Persico.

Bruxelles parla apertamente di “incertezza eccezionalmente elevata”, mentre il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis avverte che l’Europa resta fortemente vulnerabile perché dipendente dalle importazioni energetiche.

Italia fanalino di coda: crescita quasi dimezzata

Per l’Italia il quadro è ancora più critico. La crescita prevista per il 2026 scende allo 0,5%, contro lo 0,8% stimato in precedenza, mentre nel 2027 il Pil salirebbe appena allo 0,6%, il dato peggiore dell’intera Unione Europea.

A pesare sono soprattutto il rallentamento degli investimenti, la fine progressiva della spinta del PNRR e l’aumento dei costi energetici che colpiscono famiglie e imprese.

Secondo Bruxelles, anche i consumi privati rallenteranno per effetto della perdita di potere d’acquisto e dell’inflazione in risalita.

Inflazione al 3,2% e debito record

La nuova crisi energetica rischia di riaccendere una spirale inflazionistica simile a quella vissuta nel 2022.

Per l’Italia l’inflazione è prevista al 3,2%, sopra la media europea, mentre il debito pubblico continuerà a salire fino al 139,2% del Pil nel 2027, superando persino la Grecia.

Bruxelles invita quindi Roma alla “prudenza fiscale”, frenando anche sull’ipotesi di nuove deroghe europee per sostenere i costi energetici.

Pnrr verso la fine, timori per occupazione e consumi

La Commissione sottolinea che la crescita italiana degli ultimi anni è stata sostenuta in larga parte dai fondi del PNRR, destinati però ad esaurirsi progressivamente.

Nel frattempo la crescita occupazionale rallenta e il calo della disoccupazione viene attribuito soprattutto all’invecchiamento della popolazione e alla riduzione delle persone in età lavorativa.

Anche la BCE potrebbe reagire con nuovi rialzi dei tassi nei prossimi mesi, aumentando ulteriormente la pressione su famiglie, mutui e investimenti.

Energia e geopolitica tornano centrali

Il nuovo scenario conferma quanto il conflitto in Medio Oriente stia diventando un fattore decisivo per la stabilità economica globale.

Prezzi dell’energia più alti significano bollette più pesanti, margini ridotti per le imprese e crescita più debole. E l’Europa, ancora fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, resta uno degli attori più esposti.

Fonte
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