La strategia di Pechino: cosa c’è dietro al tentativo di mediazione tra Mosca e Kiev?

Pechino punta ad accrescere il soft power all’interno della sfera d’influenza statunitense nel Vecchio Continente e giudica cruciale il rapporto con Mosca per respingere la tattica americana di contenimento nell’Indo-Pacifico.

Cosa c’è dietro al tentativo di mediazione tra Mosca e Kiev?

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping ha parlato il 7 marzo in teleconferenza con l’omologo francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz a proposito della guerra in Ucraina.

Il leader cinese conferma quanto emerso nelle scorse settimane. Pechino vuole mediare tra Mosca e Kiev. Di più, vuole farlo in collaborazione con Francia e Germania, le due principali potenze in seno all’Ue. Gli obiettivi di Jinping sono due.

Il primo è recuperare i rapporti con Parigi e Berlino e più in generale accrescere il soft power all’interno della sfera d’influenza statunitense nel Vecchio Continente. Con in mente il proposito di scalfire i legami tra Washington e le potenze europee nel lungo periodo.

Il secondo obiettivo di Xi è accrescere la leva negoziale nei confronti della Russia. Pechino non ha gradito l’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino per ragioni domestiche ed estere.

Ma giudica cruciale il rapporto con Mosca per respingere la tattica americana di contenimento nell’Indo-Pacifico. Non a caso, sin qui il governo cinese non ha adottato misure severe contro la Federazione.

Il congelamento dei prestiti rivolti alla Russia e alla Bielorussia da parte della Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali blocca temporaneamente lo sviluppo di progetti infrastrutturali per un totale di 1,3 miliardi di dollari, ma non danneggia concretamente i due paesi.

Nelle prossime settimane, Pechino potrebbe intensificare le attività di mediazione, così da salvaguardare i propri interessi in Europa. Allo stesso tempo, la Russia non potrà affidarsi alla Repubblica Popolare per schivare i danni derivanti dalle incrementali sanzioni occidentali.

L’economia cinese dipende ancora troppo dall’andamento del dollaro e il sistema di pagamenti Cips (made in China) si basa in larga maggioranza sul flusso di informazioni di quello occidentale Swift.

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