
Il Venezuela entra in una nuova e delicatissima fase di transizione politica. Dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, le Forze armate venezuelane hanno annunciato il riconoscimento di Delcy Rodríguez come presidente ad interim del Paese.
La posizione dell’esercito
A ufficializzare la svolta è stato Vladimir Padrino López, ministro della Difesa e capo delle Forze armate, figura chiave dell’apparato chavista. “Respingiamo il codardo sequestro del presidente costituzionale e nostro comandante in capo Nicolás Maduro”, ha dichiarato, aggiungendo che l’esercito, in osservanza a una decisione della Corte Suprema, riconosce la designazione di Delcy Rodríguez alla guida dello Stato. Un passaggio che segna un tentativo di continuità istituzionale in uno scenario di forte instabilità, ma che apre interrogativi profondi sulla tenuta del potere e sull’effettiva autonomia del nuovo governo ad interim.
L’avvertimento di Trump
Da Washington arriva un messaggio durissimo. In un’intervista a The Atlantic, Donald Trump ha lanciato un avvertimento diretto a Delcy Rodríguez, affermando che potrebbe subire conseguenze ancora più gravi di Maduro se non “farà la cosa giusta”. “Se non collaborerà, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di Maduro”, ha detto Trump, citando l’ex presidente venezuelano come detenuto in un carcere di New York dopo l’azione militare Usa.
Pressione diplomatica e minacce implicite
Il presidente americano ha chiarito che gli Stati Uniti non tollereranno atteggiamenti di sfida da parte delle autorità venezuelane rimaste al potere. Washington, ha sottolineato Trump, è pronta ad aumentare la pressione politica, economica e diplomatica se la nuova leadership non si allineerà alle richieste statunitensi.



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