Muro, Trump al Congresso: “Bye Bye”. Verso emergenza nazionale e fondi dirottati da Texas e Porto Rico

Il presidente Usa sta valutando di bypassare il Congresso che si rifiuta di autorizzare la spesa di 5,7 mld per costruire il Muro. Per riuscirci deve dichiarare lo stato di emergenza, contraddetta pero' dai numeri. Il finanziamento arriverebbe dagli aiuti stanziati per le zone colpite dagli uragani

Muro con il Messico, Trump: “Bye Bye”

Il presidente Donald Trump sarebbe pronto a dichiarare l'emergenza nazionale per ottenere i fondi di 5,7 miliardi di dollari per il Muro con il Messico, scavalcando di fatto il Congresso.

E per riuscire a mantenere una delle sue principali promesse elettorali, anche se aveva detto che il Muro l’avrebbe pagato il Messico, i fondi sarebbero stornati da quelli già stanziati per gli aiuti al Texas e a Porto Rico.

Per il presidente Usa si tratta di crisi che minaccia la sicurezza nazionale. E per questo punta sul National Emergency Act del 1976, che consente alla Casa Bianca di riallocare risorse del governo senza l'approvazione del Congresso e di arginare alcune leggi durante la crisi. Ma Trump, se decidesse di giocarsi questa carta, dovrebbe spiegare di quali speciali poteri intende avvalersi. Nel suo intervento al paese ha detto che c'è una crisi umanitaria e di sicurezza alla frontiera con il Messico. Eppure nel 2018 il numero di ingressi dal confine meridionale degli Usa ha raggiunto il livello minimo da almeno 10 anni.

Intanto lo shutdown (ovvero il blocco parziale dell’Amministrazione federale), iniziato il 22 dicembre scorso e causato dallo stallo tra Casa Bianca e Congresso, prosegue.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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