Pil Italia, crescita al rallentatore: il 2025 si chiude allo 0,7%

L’economia mostra segnali di tenuta nel finale d’anno, ma resta lontana dai ritmi pre-pandemia

Pil Italia, crescita al rallentatore: il 2025 si chiude allo 0,7%

Nonostante un leggero slancio negli ultimi mesi dell’anno, l’economia italiana continua a crescere a passo lento. Secondo la stima preliminare dell’Istat, nel quarto trimestre del 2025 il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua, segnando il miglior risultato dell’anno ma senza una vera svolta.

Il dato annuale supera le stime del governo
La crescita complessiva del prodotto interno lordo nel 2025 si attesta allo 0,7%, in linea con il 2024 ma leggermente superiore alle previsioni più caute dell’esecutivo, che in autunno stimava un +0,5%. Il dato diventa ora la base di riferimento per i principali indicatori di finanza pubblica, dal deficit al rapporto debito/Pil.

Fine dell’effetto rimbalzo post-pandemia
Il confronto storico evidenzia una stagnazione strutturale: il +0,7% replica esattamente il risultato del 2024 ma resta nettamente inferiore ai tassi di crescita degli anni immediatamente successivi alla pandemia, quando l’economia beneficiava del recupero dopo le chiusure e delle politiche espansive.

Agricoltura e industria tornano a sostenere il Pil
Nel dettaglio settoriale, l’Istat segnala un contributo positivo soprattutto dal settore primario – agricoltura e allevamento – e dall’industria, che mostra segnali di recupero dopo due anni di contrazione della produzione. Più debole, invece, l’andamento dei servizi, condizionato da consumi ancora prudenti.

Consumi interni tengono, export in frenata
La domanda interna ha sostenuto la crescita nel trimestre finale, anche grazie alle festività e al rallentamento dell’inflazione, mentre la domanda estera netta è risultata negativa, riflettendo il raffreddamento dell’economia europea e il contesto geopolitico incerto.

Le prospettive per il 2026
Gli analisti guardano ora alle prossime mosse della Bce sui tassi di interesse, all’attuazione del Pnrr e alla dinamica dei salari reali come fattori chiave per capire se l’Italia riuscirà a uscire dalla fase di crescita debole o resterà intrappolata in una lunga stagnazione.

Fonte
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