Ocse, Italia: c’è una luce in fondo al tunnel

Il Pil del nostro Paese, seppur molto gradualmente, dovrebbe tornare a salire: 0,4% nel 2020 e 0,5% nel 2021

Ocse: c’è una luce in fondo al tunnel

La crescita del Pil italiano dovrebbe riprendere, seppur “molto gradualmente”, allo 0,4% nel 2020 e allo 0,5% nel 2021 (a fronte dello 0,2% registrato nel 2019): è quanto emerge dalle Prospettive economiche dell’Ocse. Non si tratta di dati particolarmente positivi, ma è un segnale.

Da un lato continuerà a pesare la “debole domanda esterna” e le “persistenti incertezze” legate agli attriti commerciali globali, dall’altro “i consumi interni dovrebbero crescere in modo moderato, spinti dalla stabilizzazione della fiducia dei consumatori e dai tagli al cuneo fiscale per molti lavoratori dipendenti”.

Inoltre - sottolinea l’Organizzazione con sede a Parigi – “con la riduzione delle incertezze legate alla politica interna, le condizioni di finanziamento diverranno più agevoli e gli incentivi fiscali dovrebbero sostenere gli investimenti”.

E così, in Italia, si comincia “a vedere una luce. Ed è bene così”, ha detto la capo economista dell’Ocse, Laurence Boone.

“Quello che mi preoccupa è riuscire a far ripartire la crescita in Italia e quello che mi rassicura è che oggi penso ci siano le condizioni necessarie, c’è un vero dialogo con l’Europa”.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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