“Un Paese che vive al di sopra delle proprie possibilità. Ma fino a quando?”

Signorili si nasce: Luca Ricolfi racconta l’Italia

“Un Paese al di sopra delle proprie possibilità. Ma fino a quando?”
Luca Ricolfi

Luca Ricolfi, sociologo, insegna Analisi dei dati nell’Università di Torino ed è Presidente e responsabile scientifico della Fondazione David Hume. Il suo ultimo lavoro si intitola La società signorile di massa, in libreria con La Nave di Teseo. Seguono alcuni passaggi dell’intervista rilasciata a Gabriele Ferraresi (….).

“La società signorile di massa? È l’Italia di oggi, un posto dove si produce poco ma si consuma moltissimo. Un posto dove i cittadini che non lavorano hanno superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano, dove larga parte della popolazione ha accesso a consumi opulenti e dove allo stesso tempo la produttività è ferma da vent’anni.”

“E malgrado tutto questo, si continua a vivere alla grande”.

“Il declino dell’Italia è sufficientemente lento da permetterci di autoingannarci, pensando che i problemi verranno al pettine solo nel lungo periodo, ovvero quando non ci saremo più. Il guaio è che, fra 20, 30 o 40 anni i nostri figli e nipoti ci saranno eccome: sono loro che pagheranno il prezzo del nostro ostinato rifiuto di riconoscere il piano inclinato su cui stiamo scivolando.”

“Nessuno dei governi degli ultimi dieci anni ha seriamente affrontato i due problemi cruciali, l’esplosione del debito e la produttività ferma da vent’anni, tutti hanno preferito cercare consenso aumentando la spesa pubblica piuttosto che restituendo ossigeno all’economia”.

“In queste condizioni lo scenario più probabile mi sembra quello che ho chiamato ‘argentinizzazione lenta’: un indebolimento dell’economia e una disgregazione del tessuto sociale sufficientemente lenti da non provocare alcuna reazione”.

“Abbiamo qualcosa in comune con Belgio e Francia: consumi opulenti, poco tempo dedicato al lavoro, crescita asfittica. Con la Grecia abbiamo in comune il tasso di occupazione più basso del mondo occidentale, ma divergiamo per il livello dei consumi e la crescita: noi siamo molto più ricchi dei greci, ma loro da un paio di anni sono tornati a crescere, mentre noi siamo in stagnazione, unico paese in Europa e più in generale nel mondo sviluppato.”

“Credo che una parte minoritaria ma non trascurabile dei cittadini italiani già oggi si renda conto, più o meno confusamente, che viviamo in una società signorile, e che questa condizione non può durare a lungo”.

Fonte

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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