‘Autostrade’ spera (ancora) di non perdere la concessione: 1000 assunzioni e 7,5 mld di investimenti

Un nuovo piano di investimenti in quattro anni per il potenziamento della rete stradale. Sarà sufficiente per convincere il M5s a fare un passo indietro?

Autostrade spera (ancora) di non perdere la concessione

Autostrade per l’Italia Spa tenta di salvare la concessione sulla rete italiana. Così nei giorni scorsi ha presentato un piano di investimenti in quattro anni per il potenziamento della rete stradale, che prevede manutenzione, messa in sicurezza con sistemi ad alta tecnologia e assunzioni a tutti i livelli.

Il piano presentato dal nuovo ad Roberto Tomasi prevede un aumento delle spese per la manutenzione pari al 40%, “in linea con le interlocuzioni con il ministero dei Trasporti”, secondo quanto si legge in una nota di Autostrade. Segno che le trattative tra ministero e vertici della società non si sono mai interrotte, nonostante l’intransigenza del M5s sulla revoca della concessione.

Per raggiungere gli obiettivi del Piano entro il 2023 la società è pronta a mettere sul piatto:

5,4 mld di investimenti in 4 anni, più del doppio di quelli realizzati dalla precedente amministrazione;

1,6 mld per le manutenzioni (+400 mln rispetto al passato);

500 mln per le tecnologie necessarie per il monitoraggio della rete;

1000 assunzioni.

Manca, tuttavia, qualsiasi riferimento a una sostanziale riduzione delle tariffe. Eppure è una richiesta che il governo ha avanzato durante le trattative per una soluzione alternativa alla revoca.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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