400 nomine in 75 partecipate: da Eni a Poste e Mps, tutte le poltrone da spartirsi in poche settimane

Pubblicata dal ministero dell'Economia la lista di tutte le partecipate e le controllate coinvolte

400 nomine in 75 partecipate: tutte le poltrone da spartirsi

Consigli di amministrazione e collegi sindacali, supervisory board o amministratori unici: sono 75 le società, controllate o partecipate dallo Stato, che vedranno scadere nel 2020 i propri vertici. Che, dunque, debbono essere rinnovati.

La grande corsa agli incarichi è partita ufficialmente con la pubblicazione, sul sito del ministero dell’Economia, della lista delle società coinvolte.

Da Poste a Eni, da Enel a Mps, da Terna e Leonardo sono molte le società per le quali, in base ad una direttiva del 2017, il ministero dell’Economia ha avviato l’iter di selezione, avvalendosi di società specializzate per l’individuazione dei top manager.

Le disposizioni prevedono eccezioni alla procedura per le società quotate e anche il coinvolgimento delle ‘capogruppo’ nell’istruttoria delle nomine per le società controllate indirettamente: di quest’ultime ce ne sono 35 che fanno capo alle Ferrovie, 12 a Cdp, 2 a Invitalia e Rai, 3 a Gse.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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