L’Italia chiede all’Ue 6,3 mld di maggiore deficit

Nella relazione all’esame del Consiglio dei ministri il ritocco al rialzo del deficit sarà dello 0,35% sul Pil. Conte: “Siamo in contatto con l’Ue. Non è un salto nel buio”

Il governo chiede all’Ue 6,3 mld di maggiore deficit

Il governo si prepara a mettere in campo più risorse di quanto inizialmente previsto per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte, spiegando che l’esecutivo chiederà al Parlamento di alzare il deficit dello 0,35% sul Pil. Sono in ballo, in termini assoluti, 6,3 miliardi.

Le risorse, per un totale di 7,5 miliardi se si considerano in termini di saldo netto, serviranno a finanziare un nuovo decreto con un pacchetto di misure a supporto dell’economia. Saranno, in particolare, rafforzate le strutture sanitarie e gli ammortizzatori sociali. E, poi, alcuni interventi per le imprese. Si parla di “misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario”.

Nei giorni scorsi era sembrato che il rialzo fosse di 2 decimi di punto, pari a circa 3,6 mld, ma la cifra è destinata (come detto) a lievitare. A settembre, nella nota di aggiornamento al Def, il governo aveva previsto per il 2020 un rapporto deficit/Pil al 2,2%. Livello che a questo punto salirà al 2,5%.

“È previsto che sia sentita la Commissione europea in questo iter a cui stiamo lavorando per creare questo scostamento rispetto agli obiettivi programmatici – ha spiegato Conte -. Non facciamo un salto nel buio, possiamo già dichiarare che c’è la piena sensibilità dell’organo di governo dell’Ue a comprendere l’emergenza che stiamo attraversando. Non ci aspettiamo nessuna distonia rispetto all’atteggiamento dell’Ue”.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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