Arcuri e quei “liberisti che emettono sentenze da un divano con un cocktail in mano”

Il commissario straordinario polemizza contro “chi dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato, sorseggiando i loro centrifugati” e precisa: “Lo Stato deve acquistare tutte le mascherine che trova”

Arcuri e quei “liberisti che emettono sentenze da un divano”
Domenico Arcuri

“Avrei tanta voglia di parlare dalla trincea in cui da 40 giorni mi trovo con il dottor Borrelli e i nostri collaboratori. Di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare". Lo ha detto il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa alla Protezione civile, polemizzando con chi "dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato, sorseggiando i loro centrifugati”.

I dati che arrivano dalla Germania - spiega il commissario commentando la notizia che l’R con zero, l’indice di contagiosità del virus, è tornato a salire in Germania da 0,7 a 1,1 - dimostrano come sia alto il rischio di tornare a un lockdown totale se si alleggeriscono troppo in fretta le misure di contenimento. “Il governo sta valutando se definire di nuovo delle zone rosse per evitare l'estensione di nuovi focolai di infezione, che riprendono a manifestarsi – puntualizza Arcuri -. Ecco perché uscire dal lockdown non è facile ed ecco perché essere costretti a tornare al lockdown non sarebbe difficile”.

Tornando alla questione delle mascherine, Arcuri ha ribadito che “lo Stato deve acquistare tutte le mascherine che trova. Ho fissato il prezzo massimo nell’interesse dei cittadini. Non ci saranno più le mascherine nelle farmacie e nei supermercati? Certo, nessuna che costi più di 0,50 euro”.

“Da lunedì potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l’attuale fornitura – ha aggiunto Arcuri -. Dal mese di giugno arriveremo a 18 milioni, dal mese di luglio 25 milioni e quando inizieranno le scuole a settembre potremmo distribuire 30 milioni di mascherine al giorno, undici volte quel che distribuivamo all’inizio dell’emergenza”.

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