Autostrade, piano da 3,4 mld per trovare un’intesa con il governo. Ma il M5s: “Non è sufficiente”

Il cda di Atlantia pronto a formalizzare la disponibilità a scendere sotto il 51%. Martedì il CdM per esaminare il tutto. Conte assediato dal fuoco amico

Aspi, 3,4 mld per trovare un’intesa con il governo. M5s: “Non basta”
La rete gestita da Aspi

Aspi è ora disposta ad alzare l’ammontare del pacchetto di risarcimento da 3 a 3,4 mld. Di questa cifra 700 mln sono destinati alla ricostruzione del Ponte Morandi e a vari indennizzi per la città di Genova, 1,5 mld sono costituiti da opere di manutenzione straordinaria lungo tutta le rete autostradale in concessione, mentre la quota restante (1,2 mld) servirebbe a finanziare una corposa riduzione delle tariffe.

A questo pacchetto si aggiungono 14,5 mld di investimenti fino al 2038 e 7 mld di spese di manutenzione ordinaria già previsti nella precedente proposta.

Ma il ‘pacchetto’ non è “sufficiente” per il M5s. “I Benetton devono uscire dalla gestione”, è l’idea dei pentastellati. Per Giuseppe Conte il problema n. 1 è diventato il ‘fuoco amico’. L’esecutivo dovrebbe dare il suo verdetto nel Consiglio dei ministri in agenda per martedì.

C’è poi la questione della governance di Autostrade per l’Italia. Il governo ha chiesto ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l’88% di Autostrade). Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% non più attraverso una cessione tout court della quota ma con un aumento di capitale pari a circa 3 mld per fare entrare nell’azionariato di Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali.

Le risorse fresche permetterebbero inoltre alla società di fare quegli investimenti necessari ad ammodernare la rete. In questo modo, inoltre Atlantia non sarebbe costretta a vendere sotto prezzo Aspi.

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