Lazio, economia da rifondare: crollano le imprese tradizionali

Tiene l'export: nel 2020 è calato del 6% con un fatturato di 17,6 miliardi. Ma nell'economia del Lazio non ci sarà nessuna inversione a U e non si tornerà all’economia pre-pandemia: resisterà chi punta a servizi personalizzati a domicilio, export e lavoro qualificato. Il problema è che le aziende tradizionali a Roma sono l’80%

Lazio, economia da rifondare: crollano le imprese tradizionali

Sono pronte a ripartire le aziende specializzate, ma si fa dura per le imprese tradizionali, familiari e artigiane. Nessuna inversione a U, non si tornerà all’economia pre-pandemia: resisterà chi punta a servizi personalizzati a domicilio, export e lavoro qualificato. È la fotografia dell’economia del Lazio scattata da un report di Banca Intesa.

Il problema è che le aziende tradizionali a Roma sono l’80% e a fine pandemia ci saranno da una parte i salvati, dall’altra i sommersi. Ai primi appartengono le aziende dei poli tecnologici laziali: farmaceutico tra Roma e Latina, ceramica a Civita Castellana, Ict e aerospazio a Roma, agroalimentare nell’agro pontino. Stanno tutti recuperando dopo il trauma del primo lockdown.

Fra luglio e ottobre l’export del farmaceutico è calato solo del 4% rispetto al -23% registrato nel primo lockdown , il manifatturiero ha chiuso in parità recuperando il -27% di giugno, l’Ict ha chiuso con -6% e l’export delle aziende di Civita Castellana e dell’agroalimentare nell’area pontina è cresciuto rispettivamente del 5% e del 7%.

In totale, nel 2020, l’export nel Lazio è calato di appena il 6% con un fatturato di 17,6 miliardi, solo 11% in meno rispetto al 2019.

quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Articoli correlati

Istat: “Nel 2020 c’è stata una contrazione eccezionale”

Istat: “Nel 2020 c’è stata una contrazione eccezionale”

Economia
Frase del giorno - Numeri

La lunga stagnazione italiana: in venti anni perso il 18,4% rispetto al Pil dell’Eurozona.

Economia

quoted business

Recovery Fund: l’impatto (potenziale) è pari a 2,3 punti di Pil nel 2025

Se ben utilizzate, le risorse del Recovery Fund potrebbero avere un sensibile effetto su investimenti, occupazione, e produttività. È il risultato della simulazione compiuta dall’Istat e indicato nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato [continua ]

Economia
La svolta di Bonomi: “Serve un ammortizzatore universale”

La svolta di Bonomi: “Serve un ammortizzatore universale”

Economia

quoted business

Arcelor Mittal, l’unica soluzione è liberare Taranto dalla fabbrica che continua a uccidere

Anche una eventuale trasformazione dell’impianto in versione ‘green’ non offre una vera via d’uscita. Non ha senso mantenere una fabbrica di quelle dimensioni all’interno della città pugliese. La soluzione è ridurre al minimo l’impatto ambientale e ricostruire l’impianto all’esterno del perimetro urbano. [continua ]

Economia

Draghi: “No alla fuga della firma'”

Il presidente del Consiglio: “Rafforzare la qualità dei servizi della pubblica amministrazione, a partire dalle competenze. Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese fondi imponenti. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente, e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente.” [continua ]

Economia

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com