Recovery Fund: l’impatto (potenziale) è pari a 2,3 punti di Pil nel 2025

Se ben utilizzate, le risorse del Recovery Fund potrebbero avere un sensibile effetto su investimenti, occupazione, e produttività. È il risultato della simulazione compiuta dall’Istat e indicato nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato

Recovery: l’impatto (potenziale) è pari a 2,3 punti di Pil nel 2025

Una prima valutazione macroeconomica del possibile impatto addizionale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) indica che “nel 2025 il Pil registrerebbe uno scostamento positivo di 2,3 punti rispetto allo scenario base”.

L’aumento del Pil “sarebbe associato ad un miglioramento del mercato del lavoro con circa 275 mila occupati in più e ad una riduzione del tasso di disoccupazione di 0,7 punti percentuali”.

È il risultato della simulazione compiuta dall’Istat e indicato nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato, sulla proposta indicata nel Pnrr.

Inoltre, l’aumento degli investimenti “determinerebbe sia il rialzo della loro quota sul Pil, che tornerebbe sopra il 19%, sia una loro ricomposizione a favore di quelli in beni intangibili, con positivi effetti sulla produttività del lavoro”.

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