Economia globale al 3,1%: gli Usa reggono (2,3%), la Cina rallenta (ma viaggia al ritmo del 4,5%)

Il Fondo monetario internazionale migliora lievemente le stime mondiali per il 2026, ma avverte sui rischi legati alla guerra in Medio Oriente, al caro energia e al debito. Stati Uniti e Cina beneficiano anche della spinta dell’intelligenza artificiale, mentre l’Europa resta più debole.

Economia globale al 3,1%: gli Usa reggono (2,3%), la Cina rallenta (4,5%)

Il Pil statunitense è atteso in aumento del 2,3% nel 2026. Investimenti tecnologici e intelligenza artificiale sostengono l’economia, aiutandola ad assorbire lo shock energetico.

Cina: crescita al 4,5%

Per Pechino il Fmi prevede un’espansione del 4,5% nel 2026, in rallentamento al 4% nel 2027. A pesare sono il caro energia e la debolezza della domanda interna, nonostante il sostegno degli investimenti tecnologici.

Italia ed Europa: ripresa fragile

L’Eurozona dovrebbe crescere dell’1,1% nel 2026, mentre per l’Italia il testo di partenza indica un Pil in aumento dello 0,8% e un’inflazione al 3,3%. Questi ultimi dati italiani vanno verificati sul rapporto completo di ottobre prima della pubblicazione.

Il rischio globale

Il Fmi porta la crescita mondiale al 3,1% nel 2026, ma l’aumento del petrolio e le tensioni geopolitiche minacciano di frenare la ripresa. La scommessa sull’IA sostiene alcune economie, ma non compensa le difficoltà di tutti i Paesi.

Fonte
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