L'economia europea cresce meno. L'Italia si conferma ultima

L'economia europea cresce meno. L'Italia si conferma ultima
Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari Economici e Monetari

La conferma viene dalla Commissione Europea. Come già certificato nelle settimane scorse da alcune organizzazioni internazionali, l'economia comunitaria è entrata in una fase calante.

La crescita nell'eurozona passa dal livello più elevato degli ultimi 10 anni del 2,4% nel 2017 al 2,1% nel 2018 per, poi, scivolare all'1,9% nel 2019 e all'1,7% nel 2020. Analogo andamento è previsto per l'Ue, con una previsione del 2,2% nel 2018, del 2% nel 2019 e dell'1,9% nel 2020.

La crescente incertezza a livello mondiale, le tensioni commerciali internazionali e l'aumento dei prezzi petroliferi incideranno negativamente sul Pil europeo. Dopo anni di incremento sostenuto dell'occupazione, la prospettiva di un rallentamento dei miglioramenti del mercato del lavoro e di un aumento dei vincoli sul fronte dell'offerta in alcuni Stati membri potrebbe intensificare tale effetto frenante.

Secondo Bruxelles, la crescita sarà sempre più spinta da motori interni: i consumi privati dovrebbero beneficiare della crescita salariale più forte e delle misure di bilancio attuate in alcuni Stati membri. E per la prima volta dal 2007, si prevede che gli investimenti aumenteranno in tutti gli Stati membri nel 2019.

Tenuto conto dell'insieme di questi fattori, il Pil di tutti gli Stati membri dovrebbe continuare a crescere, anche se a un ritmo più lento e meno sostenuto di quanto previsto in estate.

L'Italia si conferma ultima per crescita nell'Ue per il triennio 2018-2020. Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%. Nel 2019, allo stesso livello di pil dell'1,2% dell'Italia ci sarà solo Londra ma ormai sarà già fuori dall'Ue. Ma non è tutto qui. Secondo l’organo di governo dell’Ue, "a causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita, l'alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% per i tre anni considerati".

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