Recovery, Lagarde: “Possibili effetti su Pil anche quest’anno”. È una buona notizia per l’Italia?

Draghi spinge lo spread sotto 95 punti. Spagna e Portogallo si avvicinano. Secondo Carlo Messina il differenziale con i Bund tedeschi può arrivare a 50-60 punti. Ma la partita per l'aggancio si gioca sulla crescita economica. E, se l’Italia non accelera, il rischio è che il divario con le altre economie europee aumenti

Lagarde: “Effetti sul Pil quest’anno”. Una buona notizia per l’Italia?
Christine Lagarde

“Il Next Generation Eu dovrebbe essere attuato in modo che tutti i Paesi Ue escano dalla crisi più coesi e con strutture economiche più forti. Se attuato come pianificato, può rafforzare la crescita anche a partire da quest’anno”. A sostenerlo convintamente è la presidente della Bce, Christine Lagarde, parlando al Parlamento europeo.

Le parole più interessanti di questa dichiarazione sono tre: “In tutti i paesi”. Il non detto è: chi resta indietro è perduto. Se infatti il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è ormai vicino ai livelli del marzo 2015, quando lo stesso Draghi (nei panni di governatore Bce) lanciò il Quantitative easing, e se per il ceo di Intesa, Carlo Messina, quota “50-60 punti” è possibile, la vera scommessa per il nostro paese è un’altra.

Prima del Covid, l’Italia era ultima per crescita nell’Ue e il Pil era ancora del 2,9% sotto il livello di quello pre-crisi finanziaria (anno 2008), mentre la Germania e la Francia l’avevano superato di 14 e 11 punti percentuali e la Spagna di 6,7 punti. Riuscire a chiudere questo gap di crescita potrebbe annullare l’extra costo sul debito pubblico rispetto ai competitor europei.

E qui torna in gioco la definizione del piano per usare i fondi Ue, vera prova del nove per il governo Draghi partito con il vento in poppa dei mercati.

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