Silicon Saxony rallenta: Berlino teme di perdere la guerra globale dei chip

Dresda resta il cuore europeo dei semiconduttori ma - mentre Cina, USA e Asia investono centinaia di miliardi - la Germania rischia di restare indietro. Tra costi energetici elevati, burocrazia e pochi nuovi progetti, cresce l’allarme sulla competitività industriale europea.

Silicon Saxony rallenta: Berlino teme di perdere la guerra globale dei chip

Per anni la “Silicon Saxony” tedesca è stata il simbolo della rinascita tecnologica europea. Oggi Dresda ospita il più grande cluster di semiconduttori del continente, con colossi come Infineon, Bosch, NXP e la taiwanese TSMC.

Ma il settore lancia l’allarme: “Stiamo di fatto rimanendo indietro”.

Asia e USA accelerano sugli investimenti

Mentre l’Europa fatica, il resto del mondo corre.

TSMC investirà oltre 60 miliardi di euro nel 2026, Samsung continua ad espandersi in Corea e negli Stati Uniti, mentre Washington spinge il CHIPS Act con maxi incentivi pubblici per riportare la produzione americana di semiconduttori sul territorio nazionale.

Secondo Semi, entro il 2028 nasceranno oltre 80 nuove fabbriche di chip in Asia e 16 negli USA. In Europa soltanto 9.

Il nodo strategico: l’Europa dipende dall’estero

La pandemia e le tensioni geopolitiche hanno mostrato tutta la fragilità europea.

L’UE dipende ancora fortemente dall’Asia per chip avanzati, semiconduttori AI e memorie strategiche. E le recenti difficoltà di approvvigionamento hanno riacceso il tema della “sovranità tecnologica”.

Bruxelles punta a raggiungere il 20% della produzione globale entro il 2030, ma servirebbero investimenti stimati tra 120 e 160 miliardi di euro.

Energia cara e burocrazia frenano la Germania

Il problema principale resta la competitività.

Produrre chip in Germania costa fino al 30% in più rispetto all’Asia: energia, salari e costruzioni pesano enormemente sui bilanci industriali.

Secondo gli operatori del settore, i fondi pubblici esistono, ma manca velocità politica e una strategia industriale aggressiva.

La sfida decisiva per l’Europa tecnologica

La posta in gioco va oltre i semiconduttori.

Dall’intelligenza artificiale alle auto elettriche, fino alla difesa e alle telecomunicazioni, i chip sono ormai il vero “petrolio” dell’economia digitale globale.

E se l’Europa non accelererà rapidamente sugli investimenti, il rischio è perdere definitivamente la corsa tecnologica contro Cina e Stati Uniti.

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