Usa, la ripresa economica più lunga della storia

Superati i 120 mesi consecutivi di crescita. Trump esulta, ma la Fed sta per abbassare i tassi di interesse

La ripresa economica più lunga della storia

Dal primo luglio gli Stati Uniti sono ufficialmente nel ciclo di espansione economica più lungo della loro storia, battendo il record di 120 mesi consecutivi di crescita che risaliva al periodo marzo 1991-marzo 2001.

Una striscia positiva quella attuale che dura dal giugno del 2009, dopo la grande crisi. A certificarlo il National Bureau of Economic Research, secondo cui in quest'arco di tempo il Pil Usa è cresciuto del 25% con un tasso di disoccupazione sceso a maggio al 3,6%, il più basso dal 1969.

"L'economia americana è migliore di quanto non lo sia mai stata! Anche se a malapena le fake news mi danno credito per questo!" è il commento del presidente americano, Donald Trump che esulta su Twitter nel giorno si certifica che la ripresa Usa ha battuto tutti i record.

Il tasso di disoccupazione è al 3,6%. Quindi, tutto bene? Non proprio. Nei primi 39 trimestri dell'espansione record del 1991-2001, il Pil aumentò del 43%. Nei 39 trimestri fino a marzo 2019, il tasso di crescita ha registrato solo il 22%. E ha avvantaggiato il capitale più del lavoro: la quota di reddito nazionale dei lavoratori è scesa dal 68,9% al 66,4% nei medesimi periodi.

Occorre, poi, considerare che la Fed molto probabilmente taglierà i tassi di interesse a luglio. Il che non suona come una buona notizia per l’economia Usa.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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