Il Sud Africa non vede la luce fuori dal tunnel

L’economia africana più industrializzata non si è mai ripresa dalla crisi finanziaria globale del 2008. E il quadro macroeconomico resta negativo: Pil modesto, debito pubblico in crescita e disoccupazione endemica

L’economia africana più industrializzata arranca

Il paese più industrializzato del continente africano non si è ancora ripreso dalla crisi finanziaria globale del 2008. Il mix macroeconomico per il Sud Africa è nefasto: la crescita è modesta per essere un’economia emergente (1,9% nel 2019), il livello di indebitamento sale e il tasso di disoccupazione è endemico (29%). Inoltre la pessima gestione, afflitta dalla corruzione, che ha caratterizzato il lungo periodo dominato dall’ex premier Jacob Zuma (2009-2018), ha messo in crisi tutto il settore pubblico.

Tra gli altri, il gigante dell’elettricità Eskom si sta sgretolando sotto un debito di 26 miliardi di euro.

Il mese scorso, il ministro delle finanze Tito Mboweni ha avvertito che il debito pubblico, stimato in 200 miliardi di dollari, dovrebbe gonfiarsi fino a 300 mld nei prossimi tre anni. Il rapporto debito/Pil ha raggiunto il 60,8% e dovrebbe aumentare al 71,3% nel 2022-23.

Al potere da quasi due anni, il presidente Cyril Ramophosa ha intensificato gli sforzi per rilanciare l’economia del paese, ma fino a ora non si sono visti risultati tangibili.

E la scorsa settimana, l’agenzia S&P ha confermato il rating BB+ e disegnato uno scenario negativo a causa del Pil debole e dell’indebitamento in crescita.

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