La Polonia ha smesso di fare figli. Ha il secondo livello di natalità più basso nell’Ue

La Polonia ha smesso di fare figli

Perché il tasso di natalità in Polonia è ostinatamente basso? Nel 2017 il governo polacco ha lanciato una campagna mediatica per incoraggiare i cittadini a "moltiplicarsi come conigli".

E per questo ha previsto per le famiglie con più di un figlio benefici generosi e universali, mettendo a dura prova il bilancio pubblico. È stato esteso il congedo parentale retribuito, ampliati i servizi per l'infanzia e aumentati i trasferimenti finanziari alle famiglie con bambini: tutte misure che però hanno avuto un impatto relativamente modesto sul tasso di natalità, a tal punto che il paese ha la seconda più bassa fertilità nell’Ue.

Ma non tutte le famiglie polacche sono poco numerose. Le donne polacche emigrate, ad esempio, nel Regno Unito hanno un tasso di fecondità totale di 2,1 bambini per donna in età fertile, a fronte dell’1,3 per le donne che rimangono in Polonia.

Il motivo è legato alla sicurezza economica. L’idea diffusa in Polonia è che il tenore di vita è ancora troppo differente rispetto all’Europa occidentale. In questa convinzione c’è un po’ di realtà e un pizzico di psicoeconomia.

Varsavia ha registrato una crescita economica senza precedenti nell'ultimo decennio, ma nonostante ciò il Pil del paese è ancora in ritardo rispetto a molti paesi europei. E così dal 2004, quando i cittadini polacchi hanno acquisito il diritto di vivere e lavorare in altri paesi europei, hanno cominciato a migrare. Se l’obiettivo è l’incremento della natalità non è possibile individuare misure più efficaci?

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