Bolsonaro, il "Trump brasiliano", è il nuovo presidente

Il neopresidente ha promesso d voler liberare il paese dal socialismo e promuovere un "circolo virtuoso" in campo economico per rilanciare la crescita e la fiducia dei mercati esteri, attraverso "riforme strutturali" che garantiscano "la sostenibilità dei conti pubblici"

La prima economia del Sudamerica ha un nuovo presidente, Jair Bolsonaro
Il neopresidente del Brasile Jair Bolsonaro insieme alla moglie Michelle, 38 anni

Jair Bolsonaro, considerato fino alle ultime elezioni una figura marginale nel panorama politico nazionale, si è insediato come presidente del Brasile, insieme al suo vice, il generale Hamilton Mourao. È stato proclamato il primo gennaio 2019 durante la cerimonia solenne nella sede del potere legislativo a Brasilia.

Bolsonaro, 42/o presidente della prima economia dell'America Latina, ha promesso che lavorerà per creare "un patto nazionale" allo scopo di "tracciare nuovi sentieri per un nuovo Brasile". Ha, poi, assicurato che il paese "sarà liberato dalle restrizioni ideologiche" e rispetterà "la sua tradizione giudeo-cristiana".

Il neopresidente, 63 anni, ha anche garantito di aver scelto il suo team di Governo "in base a considerazioni tecniche" e non per appartenenza a un partito, che nel passato è stata - a suo dire - l'origine dell'incompetenza e della dilagante corruzione. Il riferimento è al Partito dei lavoratori e, in particolare, a Luiz Inácio Lula da Silva - attualmente in carcere - e al suo successore Dilma Rousseff, incriminata nel 2016. I due leader hanno governato per 13 anni, prima di lasciare il testimone a Michel Temer, che dopo due anni ha affidato a sua volta le chiavi del paese a Bolsonaro.

L'ex capitano del'Esercito ha promesso di voler promuovere un "circolo virtuoso" in campo economico, che serva per rilanciare la crescita e la fiducia dei mercati esteri, attraverso "riforme strutturali" che garantiscano "la sostenibilità dei conti pubblici".

Nel suo breve discorso - durato appena una decina di minuti - Bolsonaro ha parlato anche della sicurezza pubblica (in Brasile ci sono 63 mila omicidi l'anno) confermando che intende ampliare il "diritto alla legittima difesa", nonché "onorare coloro che sacrificano la loro vita in nome della sicurezza di tutti".

Nel nuovo esecutivo spiccano due nomi; il primo è il ministro dell’Economia Paulo Guedes, ultraliberista, per far cassa vorrebbe privatizzare tutto, dalle grandi banche pubbliche alla compagnia petrolifera Petrobras, al centro di numerosi episodi di corruzione. Poi c’è Sergio Moro, il magistrato dell’inchiesta Lavajato, la Mani pulite brasiliana, responsabile della condanna di Lula. Fari puntati anche sul ministro degli Esteri Ernesto Araujo, negazionista rispetto agli effetti del cambio climatico e ostile all’accordo di Parigi. 

Sullo scacchiere internazionale è chiaro l’allineamento di Bolsonaro non soltanto con gli Stati Uniti. Il feeling con Israele, sancito dalla storica presenza di Benjamin Netanyahu alla cerimonia, è forte. E se fra i Paesi europei il preferito è l’Italia (per il Governo giallo-verde era presente il ministro Centinaio), all’insediamento ha presenziato anche il premier ungherese Viktor Orban.

Il leader brasiliano, il cui modello di riferimento in Sudamerica è il Cile neoliberista di Sebastian Pinera, inizia il suo mandato con una popolarità oltre il 60%, ma nei prossimi mesi dovrà affrontare il complesso tema della riforma della previdenza pubblica (a rischio collasso), che sarà possibile solo con l’appoggio del Parlamento. Cio' significa che il neopremier dovrà cercare i voti dei partiti di centro.

Intanto è subito giunto il plauso di Donald Trump. "Congratulazioni al presidente che ha appena fatto un grande discorso di inaugurazione. Gli Stati Uniti sono con te!": è il cinguettio del presidente Usa che ha commentato su Twitter l'intervento di insediamento da parte di Bolsonaro, ammiratore dichiarato tycoon statunitense e della sua politica nazionalistica.

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