
Dopo tre anni di guerra in Sudan, il bilancio umanitario è drammatico. Secondo Save the Children, circa 17 milioni di bambini – due terzi della popolazione infantile – necessitano urgentemente di assistenza sanitaria e umanitaria.
Nascere in guerra: tre bambini al minuto
Dal 2023 ad oggi sono nati oltre 5,6 milioni di bambini, una media di più di 5.000 al giorno. Significa almeno tre nascite al minuto in un contesto segnato da violenze diffuse, sfollamenti e carenze estreme di servizi essenziali.
Ospedali al collasso e cure inesistenti
Il sistema sanitario sudanese è ormai al limite. Molti parti avvengono in rifugi sovraffollati, senza elettricità né attrezzature di base, spesso senza personale medico qualificato. Secondo l’OHCHR, gli attacchi contro infrastrutture civili – inclusi ospedali – sono aumentati nel 2026, aggravando ulteriormente la crisi.
Mortalità in aumento: madri e neonati a rischio
I dati del Ministero della Salute mostrano un peggioramento allarmante: la mortalità materna è salita dell’11% rispetto al periodo pre-bellico, mentre quella infantile resta tra le più alte al mondo. L’accesso alle cure ostetriche d’emergenza è ormai limitato o inesistente in molte aree del Paese.
Una crisi umanitaria tra le peggiori al mondo
Le agenzie delle Nazioni Unite definiscono quella sudanese una delle emergenze più gravi e meno visibili a livello globale. Milioni di famiglie sono sfollate e dipendono interamente dagli aiuti internazionali, spesso insufficienti.
Il rischio di una generazione perduta
Senza un intervento immediato, il Sudan rischia di perdere un’intera generazione. Malnutrizione, mancanza di cure e traumi legati alla guerra stanno compromettendo lo sviluppo fisico e psicologico di milioni di bambini.
La richiesta della comunità internazionale
Le organizzazioni umanitarie chiedono un cessate il fuoco e un accesso sicuro agli aiuti. Senza corridoi umanitari e finanziamenti adeguati, la crisi è destinata a peggiorare, con conseguenze a lungo termine per tutta la regione.


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