Africa, il commercio invisibile che sfida i numeri ufficiali

Gli scambi interni valgono molto più di quanto dicono le statistiche: il mito del “continente che non commercia con sé stesso”

Il commercio invisibile che sfida i numeri ufficiali

Che l’Africa commerci poco al proprio interno è una convinzione diffusa, spesso rilanciata anche dai decisori politici. I dati ufficiali indicano che solo il 15% del commercio africano avviene tra Paesi del continente. Ma secondo The Economist, questa lettura è parziale e fuorviante.

L’eredità coloniale che distorce le statistiche

Il fatto che molti esportatori africani guardino ancora all’Europa, all’Asia o alle Americhe – ignorando i Paesi confinanti – viene spesso spiegato come una debolezza strutturale. In realtà, sottolinea il settimanale britannico, è un’eredità del colonialismo che continua a influenzare rotte commerciali, infrastrutture e sistemi di rilevazione.

Afcfta: un progetto ambizioso, ma costruito su dati incompleti

Per correggere questo squilibrio, nel 2020 è nata l’African Continental Free Trade Area (Afcfta), oggi la più grande area di libero scambio al mondo per numero di Paesi coinvolti. L’obiettivo è ambizioso: rafforzare gli scambi intra-africani, garantire sicurezza alimentare e sostenere la crescita nei prossimi decenni. Ma, avverte The Economist, il progetto poggia in parte su un mito: l’idea che il commercio interno sia marginale.

I numeri “reali” del commercio alimentare

Secondo i dati raccolti dal Sahel and West Africa Club dell’Ocse, la realtà è molto diversa. Solo in Africa occidentale, ogni anno gli scambi di prodotti alimentari valgono circa 10 miliardi di dollari. Una cifra sei volte superiore a quella riportata dalle statistiche ufficiali.

Il commercio che sfugge ai radar

Il problema principale è metodologico: gran parte degli scambi avviene fuori dai canali formali. Quando le merci viaggiano su strada, tra villaggi e mercati transfrontalieri, non vengono registrate. Il caso del bestiame è emblematico: raramente attraversa le frontiere dai valichi ufficiali, rendendo invisibile una quota rilevante del commercio reale.

Un’Africa che commercia più di quanto si pensi

Se questi flussi informali venissero inclusi nelle statistiche, la quota di commercio intra-africano nell’Africa occidentale aumenterebbe di almeno il 30%. Un dato che cambia radicalmente la narrazione: l’Africa non è ferma, ma commercia secondo logiche proprie, spesso ignorate dai modelli occidentali.

La sfida vera: rendere visibile l’invisibile

La sfida per l’Afcfta e per i governi africani non è solo aumentare gli scambi, ma riconoscerli, misurarli e integrarli nelle politiche economiche. Senza dati realistici, anche le strategie più ambiziose rischiano di partire da presupposti sbagliati.

Fonte
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