
La Germania ha annunciato l’intenzione di acquisire il 40% di KNDS, il gruppo nato dalla fusione tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter, tra i principali produttori europei di sistemi terrestri da combattimento.
L’operazione rappresenta uno dei passaggi più importanti nella strategia di rafforzamento della difesa tedesca dopo la svolta della “Zeitenwende”, il maxi piano di riarmo lanciato da Berlino dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Leopard 2, Boxer e obici: cosa produce KNDS
KNDS è uno dei pilastri dell’industria bellica europea. Produce i carri armati Leopard 2, considerati tra i più avanzati al mondo, gli obici semoventi Panzerhaubitze 2000 e i blindati Boxer destinati all’esercito tedesco e ai partner NATO.
Negli ultimi anni il gruppo è diventato centrale anche per i programmi di riarmo europei e per le forniture militari all’Ucraina.
Secondo analisti del settore, il valore della società potrebbe superare i 20 miliardi di euro in vista della futura quotazione in Borsa.
Difesa europea sempre più strategica
L’ingresso diretto dello Stato tedesco arriva in una fase di forte crescita della spesa militare in Europa.
Dopo anni di dipendenza dagli Stati Uniti, Berlino e Parigi stanno cercando di costruire una maggiore autonomia strategica europea nel settore difesa, anche attraverso partecipazioni pubbliche nelle aziende considerate “critiche” per la sicurezza nazionale.
Il ministro della Difesa Boris Pistorius sostiene da tempo la necessità di proteggere know-how, occupazione e tecnologie strategiche tedesche.
Accordo con la Francia: equilibrio politico garantito
Nonostante Berlino possa arrivare al 40% del capitale, Germania e Francia manterranno diritti di voto paritari all’interno di KNDS.
Le decisioni più delicate — dagli stabilimenti ai posti di lavoro — dovranno quindi continuare a essere condivise tra i due governi.
L’obiettivo dichiarato sarebbe comunque ridurre progressivamente la presenza pubblica sotto il 50% complessivo entro pochi anni.
Il riarmo europeo accelera
L’operazione KNDS conferma come il settore della difesa sia diventato uno dei grandi motori industriali europei.
Con la guerra in Ucraina ancora in corso, la pressione NATO per aumentare le spese militari e le tensioni globali crescenti, l’Europa sta vivendo una nuova corsa agli armamenti che coinvolge governi, industria e mercati finanziari.
E Berlino vuole essere al centro di questa trasformazione.





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