
Il governo ultra-liberista di Javier Milei è travolto da uno scandalo che rischia di minarne credibilità e consenso. Al centro delle indagini c’è Manuel Adorni, potentissimo capo di Gabinetto e uomo simbolo della “motosega” anti-sprechi promessa dal presidente argentino.
La magistratura indaga su presunti acquisti immobiliari sospetti, spese elevate incompatibili con i redditi dichiarati e viaggi di lusso finanziati con fondi non chiariti.
Secondo media argentini, Adorni avrebbe speso oltre 100mila dollari in poco più di un anno tra vacanze ad Aruba, Uruguay e trasferte internazionali.
Immobili, contanti e prestiti sospetti
Gli inquirenti stanno analizzando l’acquisto di appartamenti e ville effettuati tramite prestiti privati e pagamenti in contanti, molti dei quali senza documentazione fiscale completa.
Tra le operazioni finite sotto la lente c’è anche una proprietà da oltre 200 metri quadrati a Buenos Aires e una casa in un quartiere esclusivo della capitale argentina, con ristrutturazioni costate centinaia di migliaia di dollari.
Le accuse includono anche possibili conflitti di interesse e traffico d’influenze legati ad appalti pubblici e società riconducibili alla moglie di Adorni.
Milei difende il suo fedelissimo
Nonostante la tempesta politica, Javier Milei continua a sostenere pubblicamente il suo collaboratore più fidato. Il presidente ha parlato di “attacco politico” e promette documenti per smentire le accuse.
Adorni, invece, evita conferenze dettagliate e sostiene che risponderà soltanto davanti ai magistrati.
Ma il caso sta alimentando polemiche profonde in Argentina, soprattutto perché Milei aveva costruito la propria ascesa politica proprio sulla promessa di combattere privilegi, corruzione e sprechi dello Stato.
Economia in miglioramento, ma cresce il malcontento
Sul fronte economico, il governo può rivendicare alcuni risultati: l’inflazione è scesa drasticamente rispetto ai picchi record del 2024 e il peso argentino ha recuperato parte del valore perso negli ultimi anni.
Tuttavia, aumentano disoccupazione, tensioni sociali e preoccupazioni sul costo della vita. Secondo recenti sondaggi, oltre il 65% degli argentini avrebbe oggi una percezione negativa dell’esecutivo.
E proprio la corruzione è tornata a essere indicata come una delle principali emergenze del Paese.
La sfida politica di Milei
Lo scandalo arriva in una fase cruciale per il presidente argentino, reduce dal successo alle elezioni di medio termine e impegnato a consolidare il suo modello economico ultra-liberista.
Ora però Milei deve affrontare un rischio politico enorme: vedere incrinata la narrativa anti-casta che lo aveva trasformato nel simbolo della rottura con il passato.









