Brexit: con o senza accordo, il 29 marzo sarà divorzio

La deputata laburista Yvette Cooper aveva chiesto di posticipare l'abbandono dell'Ue di almeno tre mesi. Ma la sua proposta è stata respinta. Sì alla richiesta di trovare "alternative" alla soluzione sulla frontiera tra Dublino e Belfast

Con o senza accordo ma non ci sarà rinvio. Divorzio il 29 marzo
La premier britannica Theresa May

Doppia vittoria per Theresa May, che ha ora due settimane per provare a modificare l’accordo affinché diventi “digeribile” per il suo partito.

I deputati della Camera dei Comuni approvano 317-301 l'emendamento del deputato conservatore Graham Brady per trovare "alternative al backstop", la controversa misura per mantenere il Regno Unito a tempo indeterminato nell'Unione doganale se non si trova un'altra soluzione per tenere aperto il confine fra Dublino e Belfast. Bruxelles ha fatto sapere che “l'accordo non è rinegoziabile". Ma la premier britannica ci vuole provare: " È interesse comune arrivare a un'uscita concordata".
 
Per May c'è un'altra vittoria: è riuscita a non rinviare oltre il 29 marzo l'uscita dall'Ue. Con o senza intesa sarà, dunque, divorzio tra meno di due mesi. L'emendamento presentato dalla deputata laburista Yvette Cooper per rinviare di almeno tre mesi la Brexit è stato respinto con un margine di 23 voti (321-298), ma è stata decisiva l'opposizione di una parte del Labour.
 
Un terzo emendamento passa con una netta maggioranza: contro il "no deal". In realtà non è vincolante, ma nessuno vuole restare con il cerino della Brexit in mano. L’obiettivo della premier britannica è che l’Ue alla fine accetti di rivedere l’accordo. Ma mancano meno di due mesi alla separazione.

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