La Camera rinvia la Brexit

La maggioranza ha votato a favore dell'emendamento che obbliga il Parlamento a discutere e votare le leggi attuative dell’accordo raggiunto prima del voto finale. Boris Johnson: “Non negozierò e la legge non mi obbliga a farlo”

Brexit, la Camera rinvia l'uscita dall'Ue

Colpo di scena a Londra. L’emendamento del parlamentare conservatore moderato Sir Oliver Letwin, è passato. Piombando come un macigno su quello che sarebbe dovuto essere il giorno dell’ufficialità dell’uscita dall’Ue.

La Camera dei Comuni ha quindi stoppato il premier britannico: con il sostegno trasversale di altri ribelli conservatori, degli unionisti nordirlandesi del Dup e della gran parte dei deputati dei partiti di opposizione, l’emendamento ha ottenuto 322 sì contro 306 no.

“Non negozierò un rinvio con l’Ue e la legge non mi obbliga a farlo - ha detto il premier Boris Johnson -. La cosa migliore per il Regno Unito e l’Ue è l'uscita in base ai termini dell'accordo negoziato tra Londra e Bruxelles”. “La prossima settimana - ha annunciato il premier britannico - il governo presenterà ai Comuni la legislazione per l’uscita dalla Ue il 31 ottobre”.

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