Amazzonia sotto attacco. E i killer sono noti

Dozzine di minatori armati invadono una riserva indigena nel nord del Brasile e pugnalano a morte uno dei suoi leader, Emyra Wajãpi. Il presidente brasiliano intanto accelera la deforestazione dell'Amazzonia: dall'inizio dell'anno a oggi scomparsa un'area di 3700 km quadrati

Amazzonia sotto attacco

Dozzine di minatori armati hanno invaso una riserva indigena nel nord del Brasile e pugnalato a morte uno dei suoi leader, Emyra Wajãpi. Lo riporta la Bbc. I residenti del villaggio di Amapá, vicino alla Guiana francese, sono stati costretti a fuggire.

Il fatto è emblematico delle tensioni crescenti nella regione amazzonica. Infatti, da tempo la superficie della foresta amazzonica non diminuiva a un ritmo così frenetico come quello che ha preso da quando Jair Bolsonaro è diventato presidente del Brasile.

Secondo l’Inpe, l’Istituto nazionale di ricerche spaziali dall’inizio dell’anno ad oggi si sono persi circa 3.700 km quadrati di foresta, pari a circa un quinto del Galles. Il dato mostra un aumento superiore al 100% rispetto allo stesso periodo del 2018 ed è uno dei peggiori negli ultimi anni.

Ma, secondo Bolsonaro, si tratta di fake news. “Io credo alla realtà e la realtà mi dice che se tutti i dati sulla deforestazione fossero veri, l’Amazzonia non esisterebbe più. Invece esiste ed è in salute”, ha detto di recente il presidente della prima economia sudamericana.

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