
Khaby Lame continua a dimostrare che, a volte, il silenzio vale più di mille parole. Da ex operaio licenziato durante il lockdown a creator più seguito al mondo, oggi compie un nuovo salto: una holding internazionale ha acquisito per 975 milioni di dollari una società legata al suo marchio.
Non solo influencer: Khaby diventa un asset industriale
L’operazione segna una svolta decisiva: Khaby non è più soltanto un volto virale, ma un asset strategico a lungo termine, inserito nell’élite dei grandi brand globali. Secondo quanto emerge, l’influencer sarebbe entrato nell’accordo come azionista di controllo, rafforzando il proprio potere sul futuro del marchio.
Il gemello digitale: Khaby Lame entra nell’era dell’AI
Il cuore dell’intesa è lo sviluppo di un “gemello digitale” basato sull’intelligenza artificiale, in grado di replicare volto, voce e gestualità del creator. Un clone virtuale pensato per produrre contenuti 24 ore su 24, in più lingue e su piattaforme globali, senza limiti di tempo o presenza fisica.
Live virtuali, e-commerce e format automatizzati
Grazie all’AI, l’immagine di Khaby potrà essere impiegata in live virtuali, campagne pubblicitarie, e-commerce e format automatizzati, aprendo scenari inediti per la monetizzazione degli influencer e per il mercato dell’intrattenimento digitale.
Un accordo ancora opaco, ma il mercato è già realtà
I dettagli finanziari dell’operazione restano in parte avvolti dal mistero. Secondo alcune ricostruzioni, Khaby avrebbe ceduto una delle sue società in cambio di azioni di una holding poco conosciuta ma quotata al Nasdaq, con al centro proprio lo sfruttamento dell’identità digitale.
“Un patto con il diavolo”? Gli esperti avvertono
Non mancano le perplessità. Alcuni esperti parlano di rischi legati alla cessione dell’immagine personale, definendo accordi di questo tipo come un possibile “patto con il diavolo”. Intanto, il mercato delle identità digitali è già in espansione: su piattaforme come OnlyFans, la monetizzazione dei “sé virtuali” è una realtà emergente.
Il futuro degli influencer è (anche) artificiale
Il caso Khaby Lame segna un punto di non ritorno: l’influencer economy entra ufficialmente nell’era dell’AI, dove il confine tra persona, brand e algoritmo diventa sempre più sottile.



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